La crisi umanitaria a Cuba si aggrava a causa del blocco energetico degli Stati Uniti

27.05.2026 10:35
La crisi umanitaria a Cuba si aggrava a causa del blocco energetico degli Stati Uniti

Cuba affronta una crisi umanitaria e sanitaria a causa del blocco statunitense

La crisi a Cuba, aggravata dal blocco del petrolio imposto dall’amministrazione statunitense di Donald Trump, si sta trasformando in una situazione umanitaria e sanitaria di vaste proporzioni, riporta Attuale.

La carenza di petrolio, utilizzato anche per la produzione di elettricità, ha causato blackout prolungati, con aree al di fuori della capitale, L’Avana, che restano senza energia fino a 20 ore al giorno. La scorsa settimana, fino al 70 per cento dell’isola ha sperimentato simultaneamente interruzioni di corrente durante i picchi di domanda.

Il servizio elettrico, inoltre, non segue orari definiti, causando incertezze su quando l’energia tornerà dopo un blackout. Spesso l’erogazione riprende durante la notte, portando i residenti a lasciare accesi ventilatori e luci, in modo da svegliarsi quando l’elettricità torna disponibile e poter utilizzare il poco tempo a disposizione per cucinare e ricaricare i dispositivi.

In molte zone di Cuba, le cucine degli appartamenti funzionano elettricamente, costringendo le persone ad attendere l’arrivo della corrente per preparare i pasti. Altre, come riportato da un’inchiesta del New York Times, sono costrette a cucinare con il carbone all’interno degli appartamenti o utilizzando legna e altro materiale rinvenuto in strada.

Negli ultimi mesi, l’embargo statunitense si è inasprito. Dopo l’implementazione, lo scorso gennaio, di un blocco al petrolio, appena iniziato, sono continuati ad arrivare altri generi di aiuto dall’estero. Tuttavia, l’aggravamento della crisi è diventato evidente a inizio maggio, quando l’amministrazione Trump ha imposto nuove sanzioni contro il regime cubano, vietando il commercio con entità collegate al governo nei settori dell’energia, difesa e finanza.

Le sanzioni hanno spinto Hapag-Lloyd e CMA CGM, le due più grandi compagnie di spedizioni marittime, ad annunciare la sospensione di tutte le loro operazioni verso Cuba per timore di conseguenze legali. Queste due aziende rappresentano circa il 60 per cento del traffico commerciale verso l’isola, come stimato da Reuters.

Questa evoluzione ha trasformato quella che inizialmente era una crisi energetica in una grave crisi umanitaria e sanitaria. Gli ospedali, sebbene funzionanti, sono privi di medicine, e i pazienti con malattie croniche non stanno ricevendo le cure necessarie. I bambini, inoltre, sono in ritardo con le vaccinazioni.

La situazione è ulteriormente complicata dall’accumulo di spazzatura nelle strade, causato dal fermo dei mezzi preposti alla raccolta, mentre il clima caldo e umido, con temperature superiori ai 30 gradi, aumenta il rischio di infezioni e contaminazioni.

Il regime cubano ha definito l’embargo statunitense “genocidario”, sebbene abbia poche risorse a disposizione per mitigare la crisi. Le radici della difficile situazione economica di Cuba affondano in decenni di ostilità da parte degli Stati Uniti e nella corruzione interna. Anche se molti cubani soffrono la mancanza di carburante e gas per cucinare, le forze di polizia continuano a ricevere rifornimenti di carburante, dimostrando che il governo prioritizza le proprie esigenze rispetto a quelle della popolazione.

Recentemente, Cuba ha ricevuto una nave dalla Cina con un carico di 15mila tonnellate di riso, che, essendo un alimento, ha eluso le sanzioni. Questo carico rappresenta una parte di una serie di aiuti previsti per le prossime settimane, capaci di alleviare ma non risolvere la crisi esistente.

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