Attentato contro il cronista Cappellari a Caivano: incendiata la sua casa con bombe Molotov

01.06.2026 06:25
Attentato contro il cronista Cappellari a Caivano: incendiata la sua casa con bombe Molotov

Attentato a Caivano: giornalista colpito da esplosione di ordigno

CAIVANO (Napoli) – Poco dopo la mezzanotte, un’esplosione si è verificata a Caivano, dove un ordigno esplosivo è stato lanciato contro la porta di casa del giornalista Adriano Cappellari, autore del quindicinale L’Altopiano di Asiago. Cappellari, rientrato a Enego, ha raccontato: “Ero stato a cena dai vicini, sono rientrato dopo le 23.30. Non ho fatto in tempo ad entrare che dopo pochi minuti ho sentito un’esplosione fortissima, un boato che ha fatto tremare tutto, fiamme altissime, vetri rotti, auto danneggiate. Siamo usciti tutti in strada”. Un attacco mirato contro un giornalista che si è limitato a raccontare le lotte di un prete locale, riporta Attuale.

Il giornalista non era in fase di indagine su attività criminali, ma semplicemente condivideva storie di resistenza civile in un contesto dominato dalla camorra. Tensioni preesistenti hanno preso una piega allarmante con il ritrovamento di una lettera minatoria recante minacce dirette a Cappellari, insieme a una foto di lui in giardino. “Le telecamere – afferma Cappellari – hanno ripreso una persona col passamontagna e una pistola che ha depositato il pacco da cui è partita l’esplosione”.

La vicenda ha inizio nel novembre 2025, quando Cappellari riceve una lettera contenente la fotocopia di un suo articolo in cui esprimeva solidarietà a don Patriciello, un prete coinvolto in attività contro la camorra. La situazione si aggrava quando il giornalista viene minacciato tramite ulteriori comunicazioni dirette al prete, che richiamano Cappellari e il suo lavoro di reportage. “Non credo che possa essere qualcuno da Napoli, magari è qualcuno del paese”, sospetta Cappellari, suggerendo che le minacce possano avere radici locali.

Don Patriciello è diventato un simbolo della lotta contro la camorra, specialmente dopo un episodio avvenuto nel settembre 2025, quando ricevette un proiettile durante una messa. Nonostante le intimidazioni, ha continuato a sostenere la rinascita di Caivano. L’intervento della politica è stato significativo, con la visita di Giorgia Meloni nel 2023 e l’implementazione del “Decreto Caivano”, che ha portato a risultati tangibili nella lotta contro il traffico di stupefacenti. Ciò ha comportato l’arresto di numerosi membri del clan Ciccarelli-Sautto e la riapertura di strutture sociali.

Tuttavia, nonostante i progressi, la camorra non scompare facilmente. Bruno Mazza, presidente dell’associazione ’Un’Infanzia da vivere’, sottolinea che “la repressione da sola non basta”, indicando che la lotta contro la criminalità organizzata deve continuare su più fronti. Le reazioni all’attentato si sono susseguite rapidamente, con Meloni che ha definito l’accaduto come “un attacco alla libertà di stampa”, mentre il governatore veneto, Alberto Stefani, ha commentato, evidenziando un “salto di qualità inquietante” nella violenza.

Nino Femiani

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