Il Parlamento italiano ha ufficialmente accolto un nuovo intergruppo parlamentare dedicato ai donatori di sangue, finalizzato a garantire che la questione dell’autosufficienza di sangue e plasma rimanga centrale nell’agenda politica. Questa iniziativa è stata presentata oggi al Senato, dove rappresentanti di maggioranza e opposizione, insieme a associazioni e istituzioni sanitarie, si sono riuniti per sottolineare l’importanza di un tema che, alla vigilia del centenario di Avis nel 2027, assume un’importanza strategica nella politica sanitaria nazionale, riporta Attuale.
Da gesto solidale a priorità strategica
Il nuovo intergruppo, che pone un forte accento sulla donazione del sangue, nasce dalla necessità di unire ospedali, associazioni e istituzioni per garantire che il gesto della donazione diventi una chiara priorità nel nostro sistema sanitario. Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, ha commentato che la donazione è un gesto che va oltre l’emergenza sanitaria: “Anche se non servisse mai, la sola disponibilità a donare aiuta a costruire un mondo migliore”. Questa iniziativa non si limita alla sfera sanitaria, ma affronta questioni fondamentali per la sicurezza e l’efficacia del nostro sistema sanitario nazionale, nonché per ridurre la dipendenza dai mercati internazionali.
Un intergruppo per mettere a sistema le istituzioni
L’intergruppo rappresenta “sostanza prima che forma” secondo il senatore di Fratelli d’Italia Sandro Sisler, che guiderà il nuovo organismo. La missione è quella di garantire continuità al dialogo con associazioni e operatori del settore. “Vogliamo mettere a sistema competenze e sensibilità”, ha affermato Sisler, evidenziando l’importanza dell’autosufficienza di sangue, plasma e farmaci plasmaderivati. L’intergruppo intende promuovere audizioni, approfondimenti e iniziative legislative per rafforzare il sistema trasfusionale e sostenere la cultura del dono. Sisler ha anche sottolineato l’importanza della legalità nel mantenere il modello di donazione gratuito, anonimo e volontario, lontano da ogni logica speculativa.
Difendere il modello italiano della donazione
Durante l’incontro, è emerso il tema cruciale della tutela del modello italiano, che si fonda sulla gratuità, anonimato e volontarietà della donazione. Il presidente nazionale di Avis, Oscar Bianchi, ha descritto questo modello come un patrimonio da proteggere. “Donare e dare non sono la stessa cosa”, ha spiegato Bianchi, fornendo una panoramica sulla storia di Avis, fondata nel 1927 in un periodo in cui le donazioni erano ancora remunerate. Secondo Avis, il modello italiano, frutto di quasi un secolo di attività, ha reso il nostro sistema trasfusionale uno dei più sicuri ed efficaci a livello globale. Tuttavia, il sistema necessita di miglioramenti organizzativi e di investimenti significativi per ottimizzare la raccolta.
La sfida dell’autosufficienza del plasma
Accanto alla difesa del dono si inserisce la sfida di raggiungere l’autosufficienza nazionale di plasma e di medicinali plasmaderivati. La senatrice della Lega, Elena Murelli, vicepresidente dell’intergruppo, ha già avviato azioni politiche per affrontare le criticità che ostacolano questo obiettivo, attraverso emendamenti presentati in Parlamento. “Oggi l’intergruppo nasce proprio per individuare le criticità”, ha affermato Murelli. Avis sostiene la necessità di investimenti nella prossima legge di bilancio per sostenere la raccolta e migliorare la rete dei donatori, enfatizzando la collaborazione tra istituzioni e associazioni per limitare la dipendenza dal mercato internazionale e mantenere la gratuità della donazione. Oltre ad affermare il valore della donazione gratuita, il presidente di Avis ha manifestato una grande speranza che nella prossima legge di Bilancio vengano allocate nuove risorse per sostenere la raccolta di sangue e plasma.
Un tema che unisce la politica
È significativo che il tema della donazione del sangue riesca a unire parlamentari di schieramenti diversi. Come rilevato dal deputato dem Luca Pastorino, la politica ha bisogno di esempi positivi e il mondo della donazione rappresenta uno dei pochi ambiti in cui si può trovare un accordo trasversale. Non si tratta solo di trasfusioni, ma di un’amplia riflessione su salute pubblica, volontariato e partecipazione civica. A cento anni dalla fondazione di Avis, la sfida è quella di trasformare la cultura del dono in un elemento strutturale per il futuro del Servizio sanitario nazionale.