Attacco Usa nel Golfo dell’Oman: tre marinai indiani morti
Tre marinai indiani, considerati dispersi da mercoledì nel golfo dell’Oman, sono stati confermati morti dopo l’attacco statunitense alla petroliera Settebello. Questo evento tragico è avvenuto mercoledì pomeriggio, quando gli Stati Uniti hanno bombardato la nave, registrata a Palau e gestita dall’India, che trasportava un equipaggio di 24 persone, tutte di nazionalità indiana. Delle 24, 21 erano state soccorse dall’Oman. A confermare la notizia è stato il ministro dei Porti e del Commercio Sarbananda Sonowal, riporta Attuale.
Le autorità statunitensi hanno motivato l’attacco sostenendo che la petroliera stesse tentando di trasportare petrolio iraniano fuori dal golfo, aggiungendo che l’equipaggio si era ripetutamente rifiutato di seguire le loro disposizioni. Questo rappresenta il secondo attacco a una nave indiana nell’area in meno di una settimana, segnalando un’involuzione delle relazioni marittime nella regione.
Dal 13 aprile, l’esercito statunitense ha imposto un blocco alle esportazioni di petrolio iraniano in risposta a un’analoga limitazione da parte dell’Iran nello stretto di Hormuz. Il blocco statunitense è posizionato più a largo rispetto a quello iraniano, circa all’ingresso del golfo dell’Oman. Dal momento dell’implementazione, le forze armate statunitensi, sotto il comando CENTCOM, hanno intercettato 142 navi che cercavano di sfuggire al blocco: otto di queste sono state attaccate, mentre le altre 134 hanno dovuto tornare indietro. Le navi coinvolte provengono principalmente dall’Iran o da paesi che continuano a commerciare petrolio con Teheran, come l’India.