Le opposizioni si dividono sulle risoluzioni in vista del Consiglio europeo
In vista del Consiglio europeo del 18 e 19 giugno, le opposizioni italiane presentano sei risoluzioni alla Camera e cinque al Senato riguardanti le comunicazioni della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Nonostante le divergenze tra i vari gruppi, si assicura che ci sia un accordo di fondo. “Sì, sono sei – spiega la dem Debora Serracchiani – ma le differenze sono ridotte al minimo” e ci sono i “voti incrociati” che abbracciano larga parte dei testi. Meloni ribatte: “se non riescono a mettersi d’accordo nemmeno su una risoluzione parlamentare, è difficile immaginare come potrebbero fare una legge di bilancio e governare insieme una Nazione”, mentre le opposizioni affermano di poter trovare una sintesi su temi come Ucraina, Iran e relazioni con gli Stati Uniti, nonostante le diverse sensibilità, riporta Attuale.
Il leader dei Cinque Stelle Giuseppe Conte sottolinea che sarà compito dell’opposizione rimettere in piedi l’Italia, promettendo una redistribuzione delle risorse evitando il “riarmo folle” sostenuto dal governo attuale.
La segretaria del Partito Democratico Elly Schlein contesta la narrazione di Meloni, affermando: “Abbiamo una crescita che sta a zero, nonostante il Pnrr. Il Paese è fermo”. Schlein evidenzia la distanza tra la realtà vissuta dalla popolazione e quella descritta dal governo. Matteo Renzi definisce Meloni “lady tax”, sottolineando come la pressione fiscale sia aumentata dal 40% al 43,1% da quando è alla guida del governo.
Il pentastellato Francesco Silvestri dichiara la necessità di un leadership differente e accende polemiche con la sua frase sulle “ginocchiere”, riferendosi ai rapporti con Trump e Netanyahu. Le opposizioni criticano l’assenza di Meloni all’incontro in Montenegro, ma Silvestri amplifica la critica sostenendo che la premier non ha rialzato la schiena, ma ha indossato le ginocchiere “per stare più comoda”. Il centrodestra reagisce con fermezza: il questore di FdI Paolo Trancassini chiede un’istruttoria, descrivendo le parole di Silvestri come “vergognose”.
Il capogruppo di FdI Galeazzo Bignami invoca la sospensione di Silvestri, accusando la sinistra di doppio pesismo nella difesa della dignità femminile. Silvestri, supportato dal suo partito, ribatte che la malizia risiede nell’occhio di chi interpreta le sue parole in modo sessista. Tuttavia, gli alleati di opposizione considerano le sue affermazioni “deprecabili” e “inopportune”, mentre Meloni ironicamente nota che le opposizioni “le danno sempre una mano”.