Processo per la morte di Andrea Prospero: avvocato dell’imputato contesta il rafforzamento del proposito suicida

13.06.2026 19:45
Processo per la morte di Andrea Prospero: avvocato dell’imputato contesta il rafforzamento del proposito suicida

Roma, 13 giugno 2026 – Il 25 giugno si svolgerà la prossima udienza del processo per la morte di Andrea Prospero, il diciannovenne trovato senza vita in un appartamento di Perugia il 29 gennaio 2025, dopo essere scomparso cinque giorni prima, riporta Attuale.

È accusato il coetaneo Emiliano Volpe, attualmente agli arresti domiciliari dal marzo 2025, di aver “rafforzato” nel ragazzo “il proposito, a lui noto, di togliersi la vita mediante l’assunzione di farmaci”. Le chat su Telegram rivelano conversazioni allarmanti: “mangia tutte e 7 le pasticche e basta”, “però sono un senzapalle”, “no, ce la puoi fare… vai ammazzati”.

Il processo ha avuto inizio presso la Corte d’assise di Perugia, riguardante la morte di Andrea Prospero, originario di Lanciano (Chieti), trovato privo di vita nel gennaio 2025 in un bed and breakfast del centro storico di Perugia.

Le parole dell’avvocato Ricci, difensore dell’imputato

Alessandro Ricci, avvocato difensore di Volpe, ha dichiarato che “c’è stata una cattiva interpretazione della norma da parte della stampa. L’articolo 580 del codice penale prevede una serie di condotte, e ciò che viene contestato è il rafforzamento del proposito, che è tutt’altra cosa rispetto all’aiuto. Il processo serve a verificare se c’è stato questo rafforzamento. Avevo chiesto il patteggiamento, ma alle nostre condizioni che non sono state accolte”.

Alla luce della chat sconvolgente, non si rischia che questa distinzione appaia quasi un cavillo legale? “Volpe non doveva sostituirsi a qualcun altro. Contesto l’impianto e ricordo che su queste accuse non c’è nemmeno giurisprudenza. Tutti i precedenti si sono occupati del caso Cappato sul suicidio assistito, ma sul rafforzamento non c’è nulla. Siamo a un banco di prova sperimentale.”

Alle spalle di questa tragedia emerge anche il fenomeno delle ricette false, in quanto la prescrizione utilizzata da Prospero per procurarsi i farmaci letali era contraffatta. “Ma il mio assistito non c’entra niente. Risulta che Andrea Prospero abbia acquistato i farmaci da solo”, ha affermato Ricci.

“Se questa morte si poteva evitare? No”

I medici hanno stabilito che Andrea Prospero poteva essere salvato. Ma il suo assistito poteva avere un ruolo cruciale nell’evitarla? “Assolutamente no, non aveva mai incontrato quel ragazzo e non sapeva neanche dove si trovasse fisicamente”, ha ribattuto il legale.

La chat sul suicidio è scioccante… “Questo è un tema drammatico, figlio dei nostri tempi”. Perché il suo assistito si è trovato in un contesto così? “La storia inizia nel 2023, quando la vittima e l’imputato giocavano insieme a Fortnite”. E come si arriva a discussioni di suicidio? “Stiamo facendo il processo. Il processo non si può fare sui giornali”.

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