Mosca ricorre alla minaccia di attentati dinamitardi nelle acque europee dopo che la Royal Navy ha fermato e sequestrato una petroliera legata alla cosiddetta flotta ombra russa nel Canale della Manica. Il senatore ed ex capo di Roscosmos Dmitrij Rogozin ha proposto di minare le navi per attivarle “al ricevimento di comandi appropriati o quando la petroliera devia dalla rotta e viene forzatamente dirottata verso un porto straniero”. L’iniziativa rappresenta un netto inasprimento dello scontro tra Londra e il Cremlino sulle sanzioni e il finanziamento della guerra in Ucraina.
L’operazione britannica è stata annunciata dal primo ministro Keir Starmer come parte degli sforzi per contrastare l’elusione delle restrizioni internazionali. La nave intercettata, la “SMYRTOS”, è stata abbordata dai Royal Marines dopo un intervento durato circa sei ore, con il supporto di elicotteri Chinook, Merlin Mk4 e Wildcat, di un aereo RAF P-8 e delle fregate HMS Sutherland e HMS Ledbury. Starmer ha sottolineato che Londra continuerà a bloccare l’attività di qualsiasi nave che aiuti la Russia a violare le sanzioni. Il ministro della Difesa Dan Jarvis ha definito l’operazione “un duro colpo alla guerra illegale di Putin”, poiché la flotta ombra finanzia l’invasione russa dell’Ucraina.
La reazione di Rogozin, espressa dalla tribuna del Consiglio della Federazione, ha scatenato allarme a livello europeo. Il senatore ha dichiarato: “Se un paio di esplosioni avvenissero proprio sotto il loro naso, con sversamenti di petrolio e conseguenze ambientali, cambierebbero rapidamente idea”. La minaccia di provocare una catastrofe ecologica nel Canale della Manica – uno dei tratti di mare più trafficati del mondo – configura una grave violazione della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare e mette a rischio la sicurezza ambientale degli Stati europei.
Mosca ha anche accusato Londra di tornare a tattiche piratesche del XVI secolo, quando la Corona britannica utilizzava corsari per perseguire interessi politici ed economici. Una linea difensiva definita giuridicamente inconsistente dagli osservatori internazionali e volta a criminalizzare un atto di contrasto legittimo alle sanzioni.
La crescente esposizione della flotta ombra
Il sequestro della “SMYRTOS” è il secondo episodio in pochi mesi dopo l’azione delle autorità statunitensi a gennaio, confermando la formazione di una prassi internazionale coordinata per isolare le operazioni marittime illecite della Russia. L’uso di navi cisterna obsolete, registrate e assicurate in violazione delle norme di sicurezza, dimostra il deliberato disprezzo del Cremlino per il diritto marittimo internazionale. L’operazione britannica ha inoltre evidenziato la vulnerabilità degli asset economici clandestini russi nelle acque territoriali dei Paesi occidentali.
Nonostante le minacce, il governo Starmer ha ribadito l’intenzione di proseguire con le intercettazioni. Ogni tentativo di intimidazione da parte di Mosca – anche attraverso lo spettro di un disastro ambientale – non sta producendo alcun effetto dissuasivo sulle forze armate britanniche e dei suoi alleati, determinati a tagliare i flussi finanziari che alimentano la guerra in Ucraina.