La Svezia approva legge sulla “buona condotta” degli stranieri per permessi di soggiorno

16.06.2026 17:15
La Svezia approva legge sulla "buona condotta" degli stranieri per permessi di soggiorno

Il Parlamento svedese approva una legge controversa sulla “buona condotta” per gli immigrati

Lunedì, il parlamento svedese ha approvato una legge che richiede agli uffici per l’immigrazione di valutare la cosiddetta «buona condotta» di una persona straniera prima di decidere se concedere o estendere un permesso di soggiorno, con l’obiettivo finale di facilitare le espulsioni, riporta Attuale.

La legge entrerà in vigore il 13 luglio e sarà applicabile anche ai permessi di residenza già approvati. Si applicherà esclusivamente ai permessi basati su leggi nazionali, interessando principalmente quelli concessi a non cittadini dell’Unione Europea per motivi di lavoro o di studio, escludendo i cittadini europei, i rifugiati e i richiedenti asilo. Questa iniziativa si inserisce in una serie di misure anti-immigrazione approvate in Svezia negli ultimi anni e sostenute dai Democratici Svedesi, un partito di estrema destra essenziale per il governo conservatore di Ulf Kristersson.

Il governo ha giustificato la misura affermando che è necessaria per punire gli stranieri che commettono crimini o “si comportano male”. Tuttavia, i termini utilizzati restano vaghi e non definiscono concretamente quali comportamenti specifici saranno considerati. Tra i comportamenti che potrebbero influire sulla valutazione vi sono, ad esempio, il non pagamento delle tasse, il debito, il legame con organizzazioni criminali e atteggiamenti pericolosi dovuti al consumo di alcol o droga.

Secondo l’associazione Civil Rights Defenders, il concetto di “buona condotta” è troppo generico e può portare a giudizi arbitrari sullo stile di vita, risultando discriminatorio poiché impone standard di comportamento diversi agli stranieri rispetto ai cittadini svedesi. Inoltre, potrebbe inibire la partecipazione degli stranieri alla vita pubblica, costringendoli ad evitare proteste o manifestazioni per timore di perdere i permessi di soggiorno.

In aggiunta alla legge sulla buona condotta, il parlamento ha approvato un’altra norma che obbliga i funzionari pubblici – con alcune eccezioni – a segnalare alla polizia le persone straniere sospettate di non avere i documenti necessari per rimanere in Svezia.

I detrattori avvertono che questa legge potrebbe spingere gli immigrati irregolari a rinunciare a servizi pubblici essenziali per paura di espulsioni. In risposta alle critiche, il governo ha esentato alcune categorie di professionisti, come medici, insegnanti e assistenti sociali, ma i critici sostengono che ciò non è sufficiente, poiché gli immigrati irregolari potrebbero ancora evitare di contattare i servizi pubblici, rendendoli più vulnerabili in situazioni di emergenza come epidemie.

Le critiche si estendono anche verso il rischio che la legge possa aumentare comportamenti razzisti da parte dei funzionari pubblici e il fenomeno della “profilazione razziale”, che consiste nel sottoporre alcune categorie a controlli più frequenti basati su criteri discriminatori.

Con le elezioni parlamentari in Svezia previste per settembre, il governo intende dimostrare una posizione rigorosa sull’immigrazione. Sebbene Kristersson sia il leader di un partito di centrodestra moderato, ha dichiarato la sua disponibilità a formare una coalizione con i Democratici Svedesi, offrendo loro anche il ministero dell’Immigrazione.

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