Accordo tra Stati Uniti e Iran: una vittoria per Teheran
Un nuovo accordo tra Stati Uniti e Iran, pubblicato da alcuni media, mostra che l’Iran ha ottenuto la maggior parte delle sue richieste, mentre gli Stati Uniti appaiono in una posizione di debolezza, riporta Attuale.
L’accordo, un memorandum of understanding, è progettato per essere firmato venerdì in Svizzera. Le due parti hanno 60 giorni, rinnovabili, per raggiungere un “accordo finale”. Questo memorandum stabilisce le azioni da intraprendere durante questo periodo e definisce gli elementi di un accordo definitivo, in gran parte favorevoli all’Iran, che rischia di emergere dalla guerra più forte e stabile, nonostante i danni subiti.
La bozza del testo è stata rivelata per prima da Bloomberg e dalla tv saudita al Arabiya, e, sebbene possa subire modifiche, i punti principali confermano le voci circolanti negli scorsi giorni.
Il primo punto prevede l’interruzione dei combattimenti su tutti i fronti, compreso il Libano, dove Israele è impegnato contro Hezbollah, alleato dell’Iran. Questa richiesta rappresenta una vittoria iniziale per Teheran, che ha sempre legato un accordo di pace alle vicende libanesi. Tuttavia, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha già dichiarato di non avere intenzione di fermare le operazioni in Libano.
Un’altra richiesta iraniana era la rimozione delle sanzioni internazionali e il ripristino dei fondi congelati all’estero. Il memorandum prevede che, “sulla base di tempistiche stabilite dall’accordo finale”, gli Stati Uniti rimuoveranno tutte le sanzioni inflitte nei decenni contro l’Iran. Si prevede inoltre che “immediatamente dopo la firma” verranno annullati i divieti alle esportazioni di idrocarburi imposti sull’Iran, consentendo così alla nazione di vendere nuovamente il suo petrolio senza incorrere in sanzioni.
Il programma prevede che se i negoziati saranno fruttuosi, gli Stati Uniti renderanno disponibili i fondi iraniani congelati, stimati tra 25 e 100 miliardi di dollari.
Queste misure porterebbero gli Stati Uniti a privarsi di importanti strumenti di pressione economica sul regime iraniano, il quale ha faticato a mantenere il consenso popolare a causa di difficoltà economiche. Con la minaccia delle sanzioni in diminuzione, l’Iran potrebbe consolidare la propria posizione economica.
Durante il negoziato, Teheran ha insistito sulla questione dei risarcimenti per i danni causati dai bombardamenti statunitensi e israeliani, ottenendo un accordo per la creazione di un “fondo di ricostruzione e sviluppo” di almeno 300 miliardi di dollari, anche se non si tratta di risarcimenti diretti. Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti non pagheranno direttamente tale somma.
Da parte sua, gli Stati Uniti guadagnano la riapertura dello stretto di Hormuz, con l’impegno di riportare i traffici ai livelli precedenti alla guerra entro 30 giorni. Tuttavia, non si specifica se l’Iran potrebbe chiedere un pedaggio per il passaggio delle navi.
Inoltre, gli Stati Uniti ricevono la promessa che l’Iran “non produrrà mai armi nucleari”. Tuttavia, il regime ha sempre dichiarato che il suo programma nucleare è destinato esclusivamente a scopi civili, e la questione del monitoraggio delle suddette attività rimane aperta.
Nonostante l’accordo, non sono menzionate due questioni cruciali per l’amministrazione Trump: le limitazioni al programma missilistico iraniano e ai finanziamenti delle milizie alleate in Medio Oriente. Al momento, gli Stati Uniti sembrano aver ottenuto solo un miglioramento marginale delle condizioni rispetto alla situazione pre-guerra.
Il rischio è che questo accordo non sia sufficiente per garantire una pace duratura, con la possibilità che gli Stati Uniti possano rivalutare le concessioni fatte in futuro, portando a una ripresa del conflitto.
Non si capisce mai come questi accordi possano finire. Da un lato, l’Iran sembra guadagnare terreno, ma dall’altro, ci si può fidare degli americani? Sinceramente, sto iniziando a pensare che sia un gioco a chi bluffa meglio… mah. Ci vorrebbe più trasparenza!