Keir Starmer annuncia le sue dimissioni da leader del Partito Laburista
Il primo ministro britannico, Keir Starmer, ha ufficialmente annunciato le sue dimissioni dagli incarichi di leader del Partito Laburista e capo del governo, in un discorso carico di significato. Starmer rimarrà in carica fino a quando il suo partito non avrà trovato un successore, con il processo di selezione che inizierà il 9 luglio e si prevede si concluda nella stagione estiva, prima della convention del partito a fine settembre, riporta Attuale.
Le pressioni su Starmer per dimettersi si erano intensificate negli ultimi mesi, a seguito di una serie di scandali e errori che avevano offuscato la sua leadership e contribuito a una perdita di consensi per il partito. Nonostante ciò, Starmer aveva fino ad ora mostrato una forte determinazione a rimanere al suo posto. Tuttavia, la recente vittoria di Andy Burnham all’elezione suppletiva per un seggio parlamentare ha rappresentato una svolta cruciale. Questa vittoria ha infatti reso possibile la sua candidatura alla leadership del partito, dato che Burnham è considerato il politico laburista più popolare e un amministratore dotato di considerevoli doti comunicative e carismatiche.
Il successo di Burnham non si è limitato a superare i candidati della destra populista di Reform UK, ma ha anche ottenuto più voti dell’intero schieramento politico avversario, consolidando così la convinzione all’interno del Partito Laburista che sia lui la figura giusta per riconquistare la fiducia degli elettori. Nelle ore precedenti alle dimissioni, Starmer aveva ribadito la sua disponibilità a partecipare a eventuali elezioni interne per la leadership del partito, nonostante Burnham avesse chiarito le sue intenzioni di competere per la sua successione. Nella giornata di venerdì, un numero significativo di membri del governo e circa metà dei parlamentari hanno chiesto a Starmer di delineare una chiara tabella di marcia per una transizione ordinata, rendendo la sua posizione sempre più insostenibile.
Nel suo discorso di dimissioni, Starmer ha evidenziato la necessità di individuare il miglior leader per le prossime elezioni previste nel 2029 e ha affermato di aver accolto questa richiesta «con buona grazia». Ha anche rivendicato alcuni successi della sua leadership, tra cui la riorganizzazione del partito che portò alla vittoria schiacciante alle elezioni del 2024, la diminuzione dell’inflazione e l’introduzione di una proposta di legge per limitare l’accesso ai social media per i minorenni.
Al momento, sembra improbabile che Starmer trasferisca il suo incarico direttamente a Burnham senza passare attraverso un’elezione interna, poiché questo approccio non godrebbe di unanime consenso all’interno del partito. Burnham, il quale si insedierà formalmente come parlamentare lunedì pomeriggio, non ha rilasciato dichiarazioni pubbliche sinora.
Ora la questione cruciale è se altre candidature emergeranno per la leadership del partito, oltre alla forte e chiara candidatura di Burnham. Secondo le recenti ricostruzioni, Burnham stesso sembrerebbe preferire evitare le primarie, ed è probabile che la sua attesa sia stata positiva per favorire ampi consensi tra i membri del partito. Tuttavia, è possibile che le modalità di successione decise da Starmer possano indurre altri ad avanzare la loro candidatura, come nel caso di Wes Streeting, ex ministro della Salute, che ha manifestato un interesse a candidarsi ma potrebbe rinunciare in caso Burnham gli offrisse un ruolo di rilievo.
Starmer è stato il sesto primo ministro britannico dall’ormai storico referendum sulla Brexit del 2016, un evento che ha segnato l’inizio di un periodo di profonda instabilità per la politica nel Regno Unito.