La nuova tattica ucraina colpisce la logistica russa
Il genio tecnico ucraino sta mandando in crisi la logistica russa: nel mirino mezzi e infrastrutture vitali per la macchina da guerra russa, riporta Attuale.
«La capacità di controllare tutto ciò che transita nella parte meridionale del territorio occupato, in particolare dalla Crimea, è a portata di mano». Il gruppo di ricerca indipendente ucraino Deep State sottolinea che la nuova campagna ucraina dei droni non si limita più a colpire i mezzi russi sulla linea del fronte, ma mira a strozzarne la logistica.
Oltre il fronte
Il principio è semplice: senza carburante, munizioni e rete di collegamenti sicura, la massa delle forze disponibili perde efficacia. Per questo motivo, Kiev sta spostando il baricentro degli attacchi verso il retrofronte, mirando a ciò che consente ai russi di continuare a combattere nel Sud e lungo il corridoio di Crimea. Un “blocco logistico” volto a «distruggere sistematicamente le capacità russe» ben oltre le linee del fronte è stato definito dal ministro della Difesa ucraino Mykhailo Fedorov come un modo per «privarle della capacità di condurre operazioni di assalto». Ciò indica un cambiamento nella strategia di guerra ucraina.
Kill Zone
Innovazione centrale nella strategia ucraina è l’uso dei droni come strumento d’interdizione operativa. L’obiettivo non è più solo distruggere un carro armato o una postazione, ma rendere instabile l’intero flusso di rifornimenti. Si allarga la zona di minaccia oltre il contatto diretto, creando così le cosiddette kill zone: aree in cui i convogli possono essere colpiti non appena si muovono, lungo strade, ponti e assi di rifornimento. Questo costringe Mosca a deviare i convogli, frammentare i carichi e proteggere le retrovie.
Il ponte di Kerch
I target delle operazioni ucraine possono essere divisi in quattro categorie. La prima riguarda i mezzi di rifornimento, in particolare autocisterne e camion per carburante e munizioni. La seconda categoria comprende le infrastrutture energetiche, cruciali per l’economia e la vita militare delle aree occupate. La terza riguarda i ponti e le vie di comunicazione, passaggi vitali per il traffico logistico russo. L’ultima include gli assetti militari di supporto, come veicoli corazzati che proteggono i rifornimenti.
Punto centrale
In questo contesto, la Crimea torna a ricoprire un ruolo centrale. Rob Lee, analista militare del Foreign Policy Research Institute, osserva che gli attacchi ucraini «hanno aumentato l’importanza del ponte di Kerch», suggerendo che Kiev potrebbe cercare di colpirlo con «droni o missili di produzione ucraina». Se le vie terrestri alternative diventano più vulnerabili, il ponte diventa essenziale per il collegamento tra la Russia e la penisola. Secondo l’ISW, l’Ucraina ha riconquistato un vantaggio sui droni, schierando sistemi capaci di colpire il nemico lungo tutta la profondità operativa.
Chiave di volta
La campagna a raggio intermedio intensificata dall’inizio della primavera – con almeno 150 attacchi documentati – ha avuto un effetto preciso: ridurre la capacità russa di muovere rifornimenti e rinforzi in modo continuo. Gli ultimi raid evidenziano questa evoluzione. Secondo il comandante delle Forze per i sistemi senza pilota, maggiore Robert Madyar Brovdi, le unità ucraine hanno colpito quattro stazioni di compressione del gas in Crimea e un ponte che collega la penisola con le forze russe nel Sud dell’Ucraina, oltre a diverse autocisterne e veicoli corazzati. La maggior parte degli attacchi è avvenuta dall’inizio di maggio, con un numero significativo di raid contro infrastrutture portuali e navi.
Raggio d’azione
Una chiave di volta della strategia rimane l’uso dei droni. Con un raggio d’azione che va dai 50 ai 300 chilometri, i nuovi modelli ucraini, come l’FP-2 e il Behemoth, possono operare a una velocità di 180 chilometri orari e trasportare una testata di 70 chilogrammi. Il nuovo Shmavic dimostra che la campagna si basa non solo su attacchi profondi, ma anche su piattaforme adattate a colpire bersagli logistici in modo continuativo.
Incredibile come i droni stiano cambiando le cose. Gli ucraini colpiscono proprio là dove fa male! Ma è solo questione di tempo prima che la situazione si complichi ulteriormente. La logistica russa sotto pressione, chissà come reagiranno… Non è facile per nessuno.