Attacco ucraino in Crimea: la penisola rimane senza carburante per i civili, Zelensky annuncia colpi agli hub petroliferi

21.06.2026 23:35
Attacco ucraino in Crimea: la penisola rimane senza carburante per i civili, Zelensky annuncia colpi agli hub petroliferi

Ucraina infligge attacchi strategici in Crimea: l’impatto sulle risorse energetiche

La guerra continua a colpire il cuore logistico della Crimea, lasciando la penisola senza carburante per i civili. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha confermato che «sono stati colpiti obiettivi su entrambi i lati del ponte di Crimea: la logistica marittima per il trasporto di petrolio nella regione russa di Krasnodar e un deposito di petrolio a Kerch», riporta Attuale.

L’effetto immediato è stato evidente ai distributori, dove è stata ordinata la sospensione totale della vendita di carburante ai civili. Sergey Aksyonov, governatore della Crimea occupata, ha dichiarato che «il carburante verrà fornito solo ai servizi statali che garantiscono le attività vitali e la sicurezza della Repubblica di Crimea». Aksyonov ha anche riferito che un attacco di droni ucraini nella zona di Kerch ha provocato quattro morti e ventotto feriti. Parte della penisola di Kerch è rimasta senza corrente a causa dei raid. Kiev ha intensificato i suoi attacchi contra infrastrutture militari russe occupate, inclusi gli impianti petroliferi e industriali che sostengono lo sforzo bellico del Cremlino.

All’inizio della settimana, il ministro della Difesa ucraino Mykhailo Fedorov ha dichiarato che l’obiettivo di Kiev è trasformare la Crimea «in un’isola», colpendo sistematicamente le catene di approvvigionamento russe. La pressione sugli asset energetici russi sta producendo effetti significativi. Secondo un rapporto di Energy Intelligence, i ripetuti attacchi contro raffinerie e oleodotti in Russia hanno interrotto circa un terzo della capacità di raffinazione del Paese. Il Financial Times ha evidenziato come le dense nubi di fumo sopra Mosca, seguite all’attacco di droni contro la maggiore raffineria di petrolio della capitale, testimoniino un «svantaggio» russo.

Dal punto di vista diplomatico, il quadro rimane stagnante. Yuri Ushakov, consigliere del Cremlino, ha affermato in un’intervista che parte degli accordi raggiunti durante il vertice tra Stati Uniti e Russia ad Anchorage, in Alaska, lo scorso agosto, è rimasta inattuata a causa della responsabilità di Washington. «A questo punto, una parte rimane impegnata a rispettare gli accordi raggiunti ad Anchorage, mentre l’altra, a quanto pare, si è dimostrata incapace di percorrere interamente la propria strada e di rispettare tali accordi», ha dichiarato Ushakov.

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