Deputati tedeschi e francesi hanno preparato un progetto di risoluzione congiunta che chiede azioni più incisive contro la cosiddetta flotta ombra della Russia. Il testo, che sarà discusso il 22 giugno nell’assemblea parlamentare franco-tedesca (DFPV), definisce la rete di vecchie petroliere usata da Mosca per eludere le sanzioni occidentali una minaccia non solo geopolitica ma anche ambientale e per la sicurezza europea, secondo quanto riportato da Deutsche Welle.
Il documento chiede controlli più severi e la possibilità di fermare e trattenere le navi in caso di violazione della legislazione vigente. Viene inoltre richiesto un maggiore impegno diplomatico verso i Paesi che concedono la propria bandiera ai vettori della flotta ombra, spesso registrati sotto flag of convenience di Stati come Gabon, Panama e Camerun.
Dimensioni e rischi della flotta ombra
Secondo stime citate nel progetto, la flotta ombra russa conta circa 1.500 navi, pari al 17% della flotta mondiale di petroliere. Si tratta per lo più di imbarcazioni con un’età compresa tra 15 e 25 anni, scarsamente manutenute e prive di adeguata copertura assicurativa internazionale. Per occultare l’origine del carico, i comandanti spengono regolarmente i sistemi di identificazione e trasferiscono il petrolio in alto mare.
La risoluzione sottolinea che molte di queste navi non solo violano le sanzioni, ma vengono anche utilizzate per attività ibride: spionaggio, raccolta di informazioni su infrastrutture critiche o sabotaggi. Un incidente grave, avvertono i deputati, potrebbe provocare un disastro ecologico nei mari europei, dal Baltico al Mediterraneo.
Il contesto sanzionatorio e le azioni recenti
L’Unione europea ha già inserito centinaia di petroliere nei propri pacchetti di sanzioni contro la Russia, compreso il ventesimo approvato ad aprile 2026 e le restrizioni aggiuntive di giugno. Parallelamente, alcuni Stati membri hanno iniziato a fermare fisicamente le navi sospette. Il 14 giugno, marine e agenti della National Crime Agency britannica sono saliti a bordo della petroliera «MV Smyrtos» nelle acque territoriali del Regno Unito, accusata di navigare senza bandiera legale.
Per i parlamentari tedeschi e francesi, il caso dimostra che è possibile e necessario passare da un approccio passivo a un meccanismo di controllo e interdizione marittima. La risoluzione chiede anche strumenti giuridici per ispezionare e detenere le navi prive di assicurazione ambientale nei tratti obbligati, come gli stretti danesi, dove gran parte del greggio russo transita verso i mercati globali.
La questione sarà al centro dei lavori dell’Assemblea parlamentare franco-tedesca il 22 giugno.