Keir Starmer si dimette: la Gran Bretagna in attesa di un nuovo leader
Il primo ministro britannico Keir Starmer ha annunciato le proprie dimissioni in un’emozionante conferenza stampa a Londra, sottolineando il suo impegno futuro come marito e padre, «essere il miglior marito che posso per la mia fantastica moglie, Vic, che è stata una roccia al mio fianco, ed essere il miglior padre che posso per i miei bellissimi ragazzi», riporta Attuale.
Alle 9:30 del mattino, Starmer è uscito dal portone di Downing Street tra le note dell’Inno alla gioia, suonate dagli attivisti filo-europei presenti. Durante il suo discorso di addio, ha riconosciuto i meriti del suo governo, ma ha ammesso che il suo partito non lo considera più il candidato adatto per le prossime elezioni: «Ho ascoltato la risposta – ha dichiarato – e la accetto con grazia».
Starmer ha delineato il calendario per la successione: le candidature interne al Labour verranno presentate tra il 9 e il 16 luglio, con l’intenzione di eleggere un nuovo primo ministro entro settembre. Tuttavia, è probabile che questo processo possa accelerare. L’inevitabile successore sembra essere Andy Burnham, l’ex sindaco di Manchester, che potrebbe assumere ufficialmente l’incarico entro la fine di luglio.
Le dimissioni di Starmer hanno suscitato reazioni da parte di diversi leader, tra cui la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, e il sindaco di Londra, Sadiq Khan, entrambi riconoscendo la sua decenza come politico, sebbene si tratti dell’uomo sbagliato al posto sbagliato. Con il passaggio di consegne a Burnham, il leader della destra populista, Nigel Farage, ha già richiesto elezioni anticipate, mirando a proseguire la «rivoluzione» avviata con il referendum sulla Brexit dieci anni fa.
Il cambio ai vertici del governo britannico apre nuove incognite per il futuro politico del paese e mette in evidenza le sfide da affrontare per rimettere in carreggiata la Gran Bretagna nel contesto internazionale.