Katulis: «Manca fiducia tra Iran e Usa, ritorno alla guerra è più probabile»

22.06.2026 20:15
Katulis: «Manca fiducia tra Iran e Usa, ritorno alla guerra è più probabile»

Trump e l’Iran: diplomazia o spettacolo?

L’analista del Middle East Institute Brian Katulis ha espresso dubbi sulle recenti manovre del presidente statunitense Donald Trump nei confronti dell’Iran, definendo l’approccio come «spettacolo» piuttosto che vera diplomazia. Le trattative tra Washington e Teheran, seguite da minacce e smentite, sembrano infatti arenate, con l’intesa che appare sempre più lontana. Katulis ha dichiarato: «Oggi è più probabile che si torni alla guerra», riporta Attuale.

Le ultime azioni di Trump sull’Iran, caratterizzate da un’alternanza di aperture e minacce, hanno sollevato interrogativi sulla strategia reale. Katulis ha descritto questa metodologia come una «diplomazia performativa», in cui le contraddizioni pubbliche di Trump servono a ottenere leve negoziali, ma raramente producono risultati concreti.

La mancanza di fiducia e credibilità reciproca tra Washington e Teheran è un aspetto cruciale, secondo Katulis. Attualmente, la situazione appare bloccata, e le possibilità di una risoluzione diplomatica sono minime. «Credo che sia più probabile un ritorno alle ostilità», ha ribadito l’esperto.

Nei prossimi giorni, Katulis prevede una continuazione di uno scenario instabile, simile a quello vissuto dai mesi scorsi: né una guerra aperta né una pace stabile, con episodi di violenza limitata e crescenti tensioni nella regione del Golfo. Trump, ha osservato, continuerà a rivendicare successi anche in un contesto incerto.

Riguardo alla comunicazione di Trump, Katulis sottolinea che il pubblico principale è spesso interno, puntando a rassicurare i mercati e contenere il prezzo del petrolio. Le lettere più dure sembrano indirizzate invece alla sua base politica, che supporta una linea rigida contro l’Iran.

Infine, l’analista evidenzia come la recente condanna della cantante Parastoo Ahmadi a 74 frustate rappresenti un segnale negativo per gli iraniani, fornendo un ulteriore indizio della repressione perpetrata dal regime. Nonostante gli sforzi diplomatici, la situazione interna all’Iran sembra aver consolidato le posizioni più radicali del regime.

Il ruolo dell’Europa, secondo Katulis, appare limitato, con Washington e Teheran che non prestano particolare attenzione alle richieste europee di de-escalation. «L’Europa appare reattiva piuttosto che protagonista», ha concluso.

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