Terremoto devastante colpisce il Venezuela: testimonianza da Caracas
Un violento terremoto ha sconvolto il Venezuela nella notte tra mercoledì e giovedì, causando una devastazione senza precedenti. Secondo il Servizio geologico statunitense, le due scosse, avvenute a distanza di circa 40 secondi l’una dall’altra, hanno registrato magnitudo 7.2 e 7.5. La situazione è descritta come “terribile” dall’influencer italiano Alessandro Rosica, che vive a Caracas da due anni, riporta Attuale.
Rosica, 33 anni e con due milioni di follower, era in un campo sportivo quando ha vissuto il momento del sisma: “Ero seduto su una panchina e ho iniziato a riprendere tutto in diretta. Già in quel momento stavo quasi cadendo, non riuscivo a mantenere l’equilibrio”. La zona colpita è quella della capitale, e l’influencer conosce bene i quartieri devastati: “Sono luoghi che frequento ogni giorno, fa male vedere come siano ridotti ora. Non riesco nemmeno a dormire”.
Dopo una notte di sirene e attese, il quadro che Rosica descrive è drammatico. “Nessuno ha chiuso occhio. Mi trovo davanti a palazzi crollati. Ci sono persone sotto le macerie e tantissimi feriti. Ho parlato con genitori che aspettano notizie dei loro figli e non sanno neppure se siano vivi. Una tragedia simile in Venezuela non si verificava da più di cento anni”.
Le operazioni di soccorso si confrontano con enormi difficoltà. Davanti a uno degli edifici più colpiti nel quartiere di Los Palos Grandes, Rosica riferisce: “Le ricerche sono ancora in fase di stallo. Sotto le macerie ci sono anche molte automobili. È successo nel pomeriggio, in un momento in cui la zona era piena di persone”. Alcuni sopravvissuti sono stati già estratti dalle macerie, ma il lavoro da fare è enorme: “Adesso i soccorritori stanno cercando di aprire nuovi varchi verso le scale”.
Il sisma ha anche cambiato i piani di Rosica: “Dovevo tornare in Italia nei prossimi giorni, ma è tutto fermo. Gli aeroporti sono chiusi. Resterò qui”. La situazione continua a evolversi e le speranze di trovare altri sopravvissuti rimangono le ultime luci in un contesto disperato.