Vannacci e Meloni colpiti dall’assenza di Futuro Nazionale all’anniversario dell’Assemblea costituente

27.06.2026 08:45
Vannacci e Meloni colpiti dall'assenza di Futuro Nazionale all'anniversario dell'Assemblea costituente

Roma, 27 giugno 2026 – Gli otto parlamentari di Futuro Nazionale hanno disertato l’altro ieri la celebrazione dell’ottantesimo anniversario dell’Assemblea costituente presieduta alla Camera dei deputati dal Capo dello Stato. Questa mancanza di partecipazione rappresenta un segnale negativo per Roberto Vannacci e per Giorgia Meloni. Vannacci, ex ufficiale di spicco che ha comandato un reparto prestigioso come la Folgore e ha combattuto nei principali fronti di guerra, ha giurato fedeltà alla Repubblica italiana e alla sua Costituzione, riporta Attuale.

L’Assemblea costituente è stata istituita nel 1946, un anno dopo la caduta del fascismo, e fin dall’inizio è stata caratterizzata dall’assenza di rappresentanti del Movimento Sociale Italiano, in quanto si è deciso di creare un “arco costituzionale” che escludesse tale formazione politica. Questo arco è stato distrutto nel 1995, quando Gianfranco Fini a Fiuggi ha seppellito il MSI per fondare Alleanza Nazionale. Le posizioni riguardanti la Costituzione rimangono tuttora divise e conflittuali, ma nessuno in Parlamento può negarne il valore fondamentale per la Repubblica.

Con la loro assenza a una celebrazione così significativa, i parlamentari di Vannacci hanno chiaramente dimostrato di non riconoscersi nella Carta. Per l’ex generale, tale rifiuto rappresenta un’abdicazione al proprio passato, mentre per i suoi seguaci significa un regresso di decenni.

Questo comportamento, unito ad altri segnali, non agevola l’ingresso di Futuro Nazionale in una futura coalizione di centrodestra. Sebbene sia vero che, per vincere, si possano compiere sacrifici significativi, è importante ricordare che nel 1996 un accordo con la Fiamma Tricolore di Pino Rauti ha fatto perdere al centrodestra tra i 30 e i 40 seggi, compromettendo in tal modo le elezioni. Resta incerto come il centrodestra possa trovare una soluzione accettabile, considerando il legittimo risentimento della Lega e le preoccupazioni di Forza Italia. È difficile immaginare l’ex generale in un contesto elettorale condiviso con gli altri.

Un’ulteriore riflessione riguarda i risultati dei sondaggi condotti da Antonio Noto, i quali indicano che Futuro Nazionale otterrebbe più voti all’interno della coalizione di centrodestra piuttosto che presentandosi da solo. Questa è una teoria credibile poiché la forza di Meloni risiede nel “voto utile”, un concetto già visto in passato con Berlusconi e i candidati del centro sinistra. Se Vannacci rimanesse al di fuori della coalizione, potrebbe subire penalizzazioni significative, consentendo al centrodestra di vincere comunque.

Tuttavia, tutto ciò è ancora prematuro, dato che la data delle elezioni resta incerta, oscillando tra un possibile anticipo ad aprile e il rispetto della scadenza di ottobre. Un’ulteriore discussione avverrà una volta che sarà approvata la nuova legge elettorale, sulla quale il centrodestra intende progredire rapidamente.

1 Comment

  1. Incredibile!!! I parlamentari di Vannacci si disinteressano completamente delle radici della nostra democrazia… ma non stupisce più di tanto! Questi segnali sono chiari, vogliono solo spezzare il legame con il passato. Cosa rimane della Carta se non la si rispetta? Brr, che brutta piega!

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