La crisi della navigazione continua: nove navi di Cma Cgm bloccate
Il presidente di Cma Cgm, Rodolphe Saadé, ha dichiarato che ben nove navi del gruppo rimangono bloccate, alcune operative nella zona del Golfo e altre incapaci di uscire. A causa della situazione critica, afferma Saadé, “parlare di ritorno alla normalità è prematuro”, riporta Attuale.
Saadé, uno degli uomini più ricchi di Francia con un patrimonio di 41 miliardi di euro, ha recentemente concluso un accordo significativo con FedEx, acquisendo magazzini americani per 1,4 miliardi di dollari. Questo accordo permette a Cma Cgm di estendere la propria presenza logistica in Nord America, raggiungendo 123 depositi e un fatturato combinato di 2,7 miliardi di dollari.
L’acquisizione non si limita alla logistica terrestre: Saadé ha sottolineato che il partenariato strategico con FedEx coinvolge anche i trasporti aerei, mirando a diventare il vettore privilegiato per i 74.000 container gestiti da FedEx. “Abbiamo investito in una flotta cargo e stiamo ordinando otto Airbus A350 per rafforzare la nostra capacità”, ha aggiunto.
La situazione nel Golfo rimane critica, con Saadé che avverte che il blocco delle navi continuerà fino a quando non sarà restaurata la libertà di navigazione. “Abbiamo ancora navi bloccate con gli equipaggi a bordo e non possiamo affermare che la crisi sia superata finché non riusciamo a mettere in sicurezza tutte le nostre unità”, ha dichiarato.
Inoltre, il presidente di Cma Cgm ha segnalato che non solo Hormuz è a rischio, ma anche altri passaggi strategici come Bab el Mandeb. La crescente vulnerabilità dei colli di bottiglia globali è una questione che richiede attenzione, dato che le tensioni geopolitiche potrebbero compromettere anche le rotte di navigazione vitali.
Saadé ha avvertito che la dipendenza da un’unica via di passaggio non è più sostenibile e che è necessario sviluppare alternative. “Ciò dimostra che dobbiamo diversificare le rotte e non mettere tutte le uova nello stesso paniere”, ha concluso, facendo riferimento agli investimenti in terminal nel Sultanato dell’Oman.
Con circa il 60% delle navi che continuano a passare per Suez e il 40% che deviano intorno al Capo di Buona Speranza, l’andamento del commercio marittimo sta cambiando, portando a ritardi e costi maggiori. La situazione attuale di Cma Cgm illustra la complessità della navigazione globale e l’importanza di garantire la libertà di movimento attraverso questi punti chiave del commercio internazionale.