Droni russi sorvolano 13 Paesi europei: 144 incursioni su obiettivi strategici

04.07.2026 10:55
Droni russi sorvolano 13 Paesi europei: 144 incursioni su obiettivi strategici

I droni spia russi minacciano la sicurezza europea

I droni spia lanciati dal Cremlino stanno dominando i cieli europei. Secondo un rapporto dell’International Institute for Strategic Studies (Iiss) di Londra, è “altamente probabile” che Mosca abbia avviato una sistematica campagna di sorveglianza su 13 Paesi europei. I ricercatori hanno analizzato dati dell’Acled, un centro di ricerca indipendente americano, e notizie dei media internazionali, rivelando ben 144 incursioni di droni russi tra agosto 2024 e febbraio 2026, riporta Attuale.

I servizi segreti russi avrebbero raccolto informazioni cruciali su alcune delle principali basi militari europee, tra cui la base americana di Ramstein in Germania e le installazioni della Luftwaffe a Ingolstadt-Manching e Neuburg. Anche la portaerei francese “Charles de Gaulle” e la base dei sottomarini nucleari a Ile Longue in Bretagna sono state oggetto di sorveglianza. Nel Regno Unito, importanti sedi della Royal Air Force, come quelle a Fairford, Feltwell, Mildenhall e Lakenheath, sono state scrutate, quest’ultima dove si sta preparando un deposito di armi nucleari americane.

Il rapporto evidenzia che il 48% delle incursioni ha colpito strutture militari, mentre il 18% riguarda aeroporti civili e il 26% porti, aeroporti e impianti energetici e industriali. La Germania risulta essere il Paese più monitorato, con 58 avvistamenti, seguita da Belgio (25), Danimarca (16), Olanda (9), Francia (8), Regno Unito e Norvegia (7), con ulteriori paesi come Repubblica Ceca, Finlandia, Spagna, Irlanda, Polonia e Svezia che compongono la lista.

Non sono state segnalate attività di droni in Italia. Secondo il rapporto, i droni di Vladimir Putin decollerebbero dalle navi della “flotta fantasma” russa che opera nelle acque internazionali, dal Mar Baltico, attraverso il Mare del Nord, fino alla Manica e all’Oceano Atlantico. Queste navi, normalmente impegnate nel trasporto di greggio soggetto a sanzioni, si sono trasformate in piattaforme per il lancio di droni spia.

Le nuove tattiche di sorveglianza russa hanno colto di sorpresa le difese dei singoli Stati europei. Da mesi, all’interno della NATO e dell’Unione Europea, si discute delle “interferenze” dei droni russi, ma le tradizionali misure di difesa aerea si sono rivelate insufficienti. I droni possono operare a bassa quota, eludendo i radar, e distruggerli con missili costosi si è dimostrato economicamente insostenibile.

In risposta a questa minaccia, la Ue ha avviato il piano “European Drone Defence Initiative”, un programma noto come “muro di droni” che dovrà diventare operativo entro la fine del 2026. Anche la NATO si sta muovendo, con il segretario generale Mark Rutte che ha evidenziato l’importanza di trasformare gli investimenti per la difesa, ponendo maggiore enfasi sui droni e sull’innovazione dell’industria militare nel prossimo vertice che si terrà il 7 e 8 luglio ad Ankara, in Turchia.

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