Trump: Il comunismo rappresenta una minaccia mortale per l’America
Durante i festeggiamenti del 250° anniversario della Dichiarazione di Indipendenza, il presidente Donald Trump ha affermato che le parole della Dichiarazione hanno originato una rivoluzione continua e ha descritto gli Stati Uniti come la nazione di maggior successo della storia. «Abbiamo la Costituzione più giusta e duratura della terra», ha dichiarato Trump nel suo discorso al Mount Rushmore, aggiungendo che «le parole della nostra Dichiarazione hanno scatenato un terremoto», riporta Attuale.
Trump ha sottolineato che l’identità americana è «sotto un nuovo attacco di radicali ed estremisti interni», avvertendo che «il Partito Comunista è composto da immigrati clandestini, criminali e da chiunque non debba lavorare». Ha dichiarato con fermezza che «il comunismo è un fallimento totale» e ha promesso che gli Stati Uniti non diventeranno mai una nazione comunista.
A suo avviso, ci troviamo di fronte a una nuova minaccia del comunismo negli Stati Uniti, alimentata da quanti abbracciano idee opposte rispetto agli ideali fondamentali americani. Secondo Trump, «il comunismo rappresenta una minaccia mortale per la libertà americana» e la più grave sfida affrontata dal Paese, superando persino eventi storici come le guerre mondiali e l’11 settembre.
Trump ha continuato evidenziando che il comunismo è nemico della Costituzione e della libertà, insinuando che coloro che attaccano la storia americana tacciono sulle atrocità causate dal comunismo. «Il loro sistema ha causato più morte e distruzione di qualsiasi altro sistema mai sperimentato: nel secolo scorso ha ucciso 100 milioni di persone», ha affermato. Ha concluso il suo discorso affermando che «il comunismo incarna idee e abusi peggiori della storia» e che gli Stati Uniti rappresentano «idee e tradizioni migliori della storia, opera delle persone migliori». Ha esortato ad essere leali all’America, non a Karl Marx, ribadendo che non si può essere comunisti e patrioti allo stesso tempo.