Farah Diba Pahlavi: «Il regime cadrà solo per opera del popolo iraniano»
Farah Diba Pahlavi, l’ultima imperatrice dell’Iran, ha dichiarato che il regime attuale di Teheran potrà essere rovesciato soltanto grazie alla mobilitazione interna del popolo iraniano, ribadendo la necessità di un autentico sostegno internazionale da parte delle grandi potenze. Queste affermazioni giungono in un momento di crescente tensione politica e sociale in Iran, dove molti cittadini chiedono un cambiamento significativo. «Siamo in un momento cruciale, e sebbene ci siano segnali di resistenza, è chiaro che senza un supporto reale, le cose difficilmente cambieranno», riporta Attuale.
In un’intervista, Diba ha condiviso la sua angoscia per le vite perse durante le recenti proteste e ha avvertito che il grande sconfitto di questa crisi rimarrà il popolo iraniano. Ha sostenuto che il futuro dell’Iran dipende dalla volontà dei suoi cittadini di lottare per la libertà e ha espresso la sua preoccupazione per le conseguenze della perpetuazione del regime attuale, che persiste da quarantasette anni.
Riguardo al ruolo di suo figlio, Reza Pahlavi, in un potenziale futuro governo post-ayatollah, la ex imperatrice ha affermato che il principe ha già iniziato a prepararsi per una leadership durante un eventuale periodo di transizione. «Il principe Reza ha deciso di assumere la guida del periodo di transizione», ha dichiarato, evidenziando il desiderio di molti iraniani di vedere lui tornare come figura di riferimento per la lotta per la libertà.
Diba ha inoltre discusso dell’importanza della monarchia iraniana, che conta più di 2.500 anni di storia. Ha posato interrogativi sull’opzione di un ritorno alla monarchia attraverso un referendum popolare, suggerendo che il modello costituzionale spagnolo potrebbe servire come ispirazione per un Iran del futuro. Secondo lei, la memoria di un Iran prospero e stabile è ancora presente tra i cittadini, e sarebbe naturale aspirare a recuperare quei valori perduti.
La ex imperatrice ha descritto il suo sogno di un Iran moderno, inserito tra le nazioni avanzate, in cui uomini e donne possano vivere in prosperità e dignità. Ha enfatizzato la necessità di riscoprire i progressi raggiunti in passato, specialmente in materia di diritti delle donne, esprimendo la sua preoccupazione per la situazione attuale, dove questi diritti sono regolarmente violati dal regime islamico.
Infine, Diba ha raccontato del giorno in cui lasciò l’Iran il 16 gennaio 1979, rimarcando la tristezza e il dolore di un addio mai realmente concluso. Ha affermato di continuare a sperare in un cambiamento, manifestando un forte attaccamento alle proprie radici e l’obiettivo di restituire alla patria la terra simbolica portata via dal defunto scià.