Putin chiede miliardi agli oligarchi per evitare espropri in Russia

19.07.2026 09:45
Putin chiede miliardi agli oligarchi per evitare espropri in Russia

La guerra finanziaria di Putin: oligarchi sotto pressione

Vladimir Putin ha imposto ai più influenti oligarchi russi di finanziare la guerra, con contributi da destinare al bilancio statale. Durante un incontro a porte chiuse a marzo, il presidente ha esortato i leaders aziendali a «versare contributi volontari» mentre proponeva di continuare l’offensiva oltre il Donbass, riporta Attuale.

Suleiman Kerimov, noto oligarcho delle ristrutturazioni industriali e tra le persone più ricche del mondo, ha risposto rapidamente, promettendo cento miliardi di rubli, oltre un miliardo di euro. A lui si sono uniti Vladimir Potanin, un importante banchiere, e Oleg Deripaska, ex sostenitore della pace, seguendo l’esempio. Un’indagine ha rivelato che sono stati raccolti donazioni per un totale di 430 miliardi di rubli, circa 5 miliardi di euro, nel giro di poche ore.

La pressione sugli imprenditori russi

Il programma di Putin non è un’opzione rifiutabile. Dal 2024, in Russia è iniziato un sistema di espropri che colpisce i proprietari di aziende con capitali all’estero. Il collettivo di giornalisti indipendenti Bereg ha documentato come lo Stato si stia muovendo sistematicamente contro le grandi proprietà immobiliari, più vulnerabili. La procura ha iniziato a rivedere i trasferimenti di proprietà degli anni Novanta per espropriare terreni su cui sorgono aziende.

Espropri e confiscazioni

Con il deterioramento delle finanze pubbliche, il governo russo ha intensificato la pressione sugli oligarchi. Nel 2025, l’aeroporto di Domodedovo è stato confiscato a favore dello Stato, con il proprietario Dmitrij Kamenshchik dichiarato colpevole di trasferire profitti all’estero. Altri casi notabili includono il miliardario Denis Shtengelov e Vladimir Moshkovich, i cui beni sono stati sequestrati dopo indagini di frode.

Più recentemente, Andrey Melnichenko ha fatto una donazione forzata di 32 miliardi di rubli a un centro educativo per evitare la nazionalizzazione della sua azienda energetica, Sibeko. Il clima è diventato pericoloso per i ricchi, come dimostrano i commenti del quotidiano Izvestia, che ha affermato che «nessuno pianga per i ricchi ingrati» dopo la notizia delle confiscazioni.

La fuga di capitali e il nuovo panorama economico

Con una economia stagnante, molti oligarchi stanno ricercando modi per trasferire capitali all’estero, sfruttando le criptovalute come soluzione. Secondo un’inchiesta di Bloomberg, decine di miliardi di euro sono già stati trasferiti tramite questo canale. La situazione finanziaria ha indotto alcuni a diversificare i loro investimenti al di fuori della Russia, temendo ulteriori espropri.

Nuove criptovalute e opportunità di investimento

Paesi come Dubai e Kirghizistan stanno emergendo come nuovi rifugi per i capitali russi, con criptovalute progettate per mantenere un valore stabile. Nel 2025, la nuova moneta legata al rublo ha gestito transazioni per 7.500 miliardi di rubli (circa 83 miliardi di euro), suggerendo che la fuga non è solo una scelta economica, ma anche una risposta strategica alle pressioni governative.

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