Italia expelle due addetti militari russi accusati di spionaggio

09.07.2026 14:25
Italia expelle due addetti militari russi accusati di spionaggio

Roma, 9 luglio 2026 – Alta tensione fra Italia e Russia. Questa volta a suscitare l’irritazione di Mosca non sono le parole del Presidente della Repubblica, come accaduto in passato, bensì la decisione di espellere due addetti militari dell’ambasciata russa coinvolti nell’inchiesta della Procura di Roma che ha portato all’arresto di due ex 007 italiani che avrebbero rivenduto a funzionari moscoviti informazioni riservate, riporta Attuale.

L’Italia espelle le spie russe

Il Governo italiano ha deciso di espellere due addetti militari dell’ambasciata della Federazione Russa in Italia, responsabili delle attività di spionaggio emerse nell’inchiesta della Procura della Repubblica di Roma. Il segretario generale della Farnesina ha comunicato all’ambasciatore russo a Roma che Ivan Petrovich Gorbachev e Mikhail Vasilyevich Astakhov devono lasciare Roma entro 3 giorni. Mosca continua a usare le sue armi ibride per attaccare l’Occidente e l’Italia. Un’ingerenza grave e inaccettabile per le istituzioni italiane e la sicurezza nazionale,” aveva scritto questa mattina su X il ministro degli esteri Antonio Tajani.

La risposta del Cremlino

La decisione ha suscitato una prima reazione del Cremlino: “La Russia fornirà una risposta adeguata”, ha dichiarato il ministero della Difesa di Mosca dopo l’annuncio dell’espulsione da Roma dei due addetti militari russi.

Le parole sprezzanti dell’ambasciatore

Questa posizione è stata seguita dalle dure parole dell’ambasciatore russo. Roma, “espellendo dal Paese il maggior numero possibile di diplomatici russi, vorrebbe limitare al massimo l’influenza della Russia in Italia,” ha affermato Alexei Paramonov, sul suo canale Telegram, commentando l’espulsione dei due addetti militari.

“L’eminenza grigia della diplomazia italiana, il Segretario Generale Riccardo Guariglia – ha proseguito Paramonov – espellendo dal Paese il maggior numero possibile di diplomatici russi, vorrebbe limitare al massimo l’influenza della Russia in Italia. Questo è comunque impossibile; infatti, la Russia può contare su esponenti della statura di Vladimir Putin e Sergej Lavrov. L’Italia, per contro, pur col suo immenso potenziale sul piano delle idee e col suo patrimonio politico e umanistico, oggi non dispone di figure di tale levatura”. “Il 9 luglio sono stato ulteriormente convocato al ministero degli Affari Esteri italiano, Scusate ma parlerò imprecando,” ha aggiunto il diplomatico.

La risposta di Tajani

Davanti a tali affermazioni, è arrivata la dura risposta del ministro degli Esteri Antonio Tajani. “I due addetti militari dell’ambasciata russa espulsi dall’Italia facevano un’attività di spionaggio a danno della sicurezza nazionale. E questo è dimostrato,” ha sottolineato Tajani. “La Russia deve dimostrare che le persone che espelle hanno compiuto atti di spionaggio a danno della Federazione russa. Quindi è una ritorsione che è priva di senso, è solo una ritorsione,” ha commentato, a margine di un’iniziativa di Forza Italia alla Camera. “Queste persone – ha spiegato Tajani – facevano attività di spionaggio a danno nel nostro paese, non sono stati espulsi per un capriccio dell’Italia, ci sono filmati, fotografie, immagini. Abbiamo espulso due spie, che è un’altra cosa. La nostra è una scelta basata sui fatti,” ha concluso Tajani, accusando Mosca di avere una “scelta politica, liberi di farlo ma è assolutamente infondata.”

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