Guerra Usa-Iran: attacchi americani e rappresaglie iraniane nella terza notte di conflitto

14.07.2026 07:45
Guerra Usa-Iran: attacchi americani e rappresaglie iraniane nella terza notte di conflitto

Raid Usa e rappresaglia contro basi e petroliere

La tensione tra Stati Uniti e Iran è salita nuovamente con una serie di attacchi e rappresaglie. Una missione americana, durata cinque ore, ha colpito obiettivi militari lungo le coste dell’Iran, in risposta agli attacchi iraniani, che hanno interessato le installazioni statunitensi in Bahrain e due petroliere nello Stretto di Hormuz. Inoltre, è previsto l’avvio di un blocco navale americano nei porti e terminal petroliferi iraniani. Il Comando centrale degli Stati Uniti ha confermato di aver completato la terza notte consecutiva di attacchi contro l’Iran. Questa ultima ondata ha coinvolto obiettivi a Bushehr, Chabahar, Jask, Konarak, Abu Musa e Bandar Abbas, riporta Attuale.

Tra gli obiettivi attaccati figurano difese aeree, radar costieri, sistemi missilistici e mezzi navali iraniani. Nella notte, i media iraniani hanno segnalato esplosioni a Bandar Abbas, nelle isole di Kish, Qeshm e Abu Musa, così come nella città di Jam, nella provincia di Bushehr. Le autorità del Khuzestan hanno riferito che proiettili americani hanno colpito diverse località, provocando almeno quattro feriti a Omidiyeh, mentre sono continuate le operazioni di soccorso.

La risposta di Teheran si è focalizzata principalmente sul Bahrain, che ospita la Quinta Flotta della Marina statunitense. I Guardiani della rivoluzione hanno rivendicato attacchi missilistici e con droni contro la base di Juffair, sostenendo di aver colpito depositi di armi, un centro per comunicazioni satellitari e alloggi per il personale americano. In un successivo comunicato, i Pasdaran hanno affermato di aver incendiato depositi di carburante e distrutto un radar Patriot, nonché altri sistemi di difesa aerea. Il Bahrain ha confermato attivazioni di sirene e intercettazioni di attacchi aerei iraniani, ma né le autorità del regno né gli Stati Uniti hanno confermato i danni rivendicati da Teheran.

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