Il mercato immobiliare a Milano: un crescente utilizzo di tecniche aggressive da parte degli agenti
Recentemente, una redattrice del Post ha ricevuto una chiamata da un numero sconosciuto. Dall’altra parte della linea, un agente immobiliare si è presentato sotto false pretese, portando a galla pratiche diffuse nel settore. Queste strategie includono la dissimulazione delle reali intenzioni e la ricerca di informazioni riservate per contattare potenziali venditori, riporta Attuale.
A Milano, il mercato immobiliare ha subito un cambiamento significativo negli ultimi dieci anni, con i prezzi delle case che sono quasi raddoppiati, rendendo la competizione tra agenzie sempre più agguerrita. L’afflusso di nuove agenzie, come Tecnocasa, è aumentato, passando da 80 filiali nel 2018 a 120. Questo ha inciso anche sul numero degli agenti, normalmente quattro per filiale, e sulle tecniche utilizzate per trovare nuovi immobili da vendere.
Mario Grumetti, vicepresidente della Federazione italiana agenti immobiliari professionali (FIAIP), sottolinea che la carenza di abitazioni disponibili, soprattutto quelle pronte per essere abitate, ha trasformato il focus degli agenti. Attualmente, il loro compito principale consiste nel trovare nuove proprietà piuttosto che vendere quelle già in portafoglio, dato che le case idonee tendono a trovare acquirenti rapidamente.
Diversamente dalle agenzie indipendenti, che si avvalgono di reti consolidate di contatti, le grandi catene dedicano gran parte delle loro risorse alla ricerca di immobili. La giornata di un agente è spesso orientata verso questa ricerca piuttosto che verso le visite ai potenziali acquirenti.
Ogni agente immobiliare opera in un’area geografica specifica, sul cui mercato cercano di posizionarsi con tempestività. Alcuni utilizzano tecniche invasive, compresa la consultazione di necrologi o lavori di ristrutturazione in corso, per identificare potenziali venditori. Utilizzando banche dati commerciali, alcuni agenti riescono a reperire informazioni di contatto, mentre altri ricorrono a metodi più discutibili, come lasciare biglietti sotto le porte.
Queste pratiche, sebbene siano considerate aggressive anche all’interno del settore, sono comuni a causa della intensa concorrenza. Anche chi critica le tecniche delle grandi agenzie riconosce che rappresentano il primo passo per molti nella carriera immobiliare, essendo frequenti le assunzioni e fornendo una formazione diretta.
La retribuzione degli agenti, spesso basata su un compenso fisso contenuto e su commissioni per ogni casa venduta, influisce sulle strategie adottate. Un ex collaboratore di Tempocasa ha condiviso la difficoltà di gestire la competizione, manifestando come ogni casa persa fosse vissuta come una perdita economica personale.
Tuttavia, non tutti gli agenti approvano queste tecniche. Alcuni professionisti osservano che metodi invasivi possono rivelarsi inefficaci nel lungo termine. Sara Ciammarughi, un’agente immobiliare a Cosenza, ha raccontato di preferire un approccio più rispettoso, utilizzando i gruppi Facebook per contattare persone interessate a vendere. Giuseppe Trumino, responsabile dello sviluppo di Tecnocasa Lombardia, riconosce che, sebbene il porta a porta possa funzionare, è consapevole dell’invasività di tale metodo.
Incredibile come ora gli agenti immobiliari non si fermano davanti a niente… e chi ci rimette sono sempre i cittadini! Certo che a Milano, con i prezzi che volano, serve un po’ di tutto… ma invadere la privacy in questo modo è veramente allucinante! Ma chi li ferma?