Arrestati due ex agenti dei servizi segreti italiani per spionaggio a favore della Russia

08.07.2026 05:45
Arrestati due ex agenti dei servizi segreti italiani per spionaggio a favore della Russia

Due ex agenti dei servizi segreti italiani arrestati per spionaggio a favore della Russia

Due ex agenti 007 italiani sono stati arrestati a Roma dai carabinieri del Ros per aver trasferito informazioni riservate alla Russia. Le indagini hanno rivelato un’operazione di spionaggio in cui questi agenti, ora in pensione, hanno agito esclusivamente per motivi finanziari, ricevendo compensi di 4mila euro per ogni informazione fornita. Questo caso richiama alla memoria il precedente di Walter Biot, un ufficiale di Marina coinvolto in attività simili. I due ex agenti sono accusati di spionaggio e di accesso illecito a sistemi informatici, lavorando sotto la direzione di un agente russo in Italia, protetto da immunità diplomatica, riporta Attuale.

Gavino Raoul Piras e Vincenzo di Pasquale, ex membri dell’Aisi, agivano in contatto con una rete di cinque militari che operano nel settore Cyber della Difesa, tutti ora sotto indagine. Le modalità di interazione tra i due ex agenti e il loro contatto russo seguivano schemi tradizionali, con incontri in luoghi pubblici come bar e parchi. I carabinieri hanno documentato scambi di informazioni tramite metodi inusuali, incluso l’uso di microonde per nascondere telefoni e schede di memoria.

Marco Mancini, analista ed ex capo del controspionaggio, ha commentato: “L’intelligence russa generalmente avvicina soggetti da reclutare dopo aver acquisito informazioni su di essi. Il principale obiettivo dei servizi russi è acquisire dati dalle istituzioni, reclutando persone all’interno di esse”. Mancini ha aggiunto che il fatto che ex agenti della nostra intelligence siano accusati di spionaggio rappresenta un significativo cambiamento nei metodi del Cremlino. Resta da chiarire quale genere di informazioni siano state trasferite a Mosca, dato che non tutti gli ex membri dei servizi possiedono informazioni strategiche.

L’operato dei servizi segreti russi va oltre il semplice reclutamento, comprendendo attività di disinformazione, sabotaggi e, in casi estremi, omicidi. Le agenzie russe, tra cui l’Svr e l’Fsb, mirano a ottenere vantaggi attraverso operazioni di spionaggio militare, tecnologico ed economico, influenzando al contempo l’opinione pubblica e destabilizzando politicamente i paesi avversari.

Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha dichiarato che questo episodio rappresenta “la punta di un iceberg di nemici e traditori” e ha promesso una rigorosa tolleranza zero verso chi mette a rischio la sicurezza della Repubblica. Anche Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento europeo, ha sottolineato che i metodi del KGB sono ancora attuali, evidenziando l’importanza di investire nella difesa e nel controspionaggio offensivo per proteggere il paese da simili minacce.

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