La Grecia ha bloccato l’adozione del ventunesimo pacchetto di sanzioni dell’Unione Europea contro la Russia, come riporta [Meduza](https://meduza.io/news/2026/07/16/gretsiya-zablokirovala-21-y-paket-sanktsiy-es-iz-za-ugrozy-biznesu-milliardera-georgiyu-prokopiu), provocando un ritardo di almeno una settimana. Al centro dello stop c’è la difesa degli interessi della compagnia di navigazione Dynagas, di proprietà del miliardario greco Georgiou Prokopiou, specializzata nel trasporto di gas naturale liquefatto (GNL) russo.
#### La flotta strategica
Dynagas gestisce 27 navi gasiere, molte delle quali sono rompighiaccio di classe Arc7, progettate per operare nell’Artico e fondamentali per il progetto Yamal LNG, il grande giacimento di gas liquefatto russo. Dall’inizio del 2025, la flotta ha trasportato oltre 10 milioni di tonnellate di GNL russo, compiendo 144 viaggi. Atene ha spiegato che il divieto di trasportare GNL russo da parte di navi europee distruggerebbe di fatto l’attività della Dynagas: i tanker Arc7 sono quasi impossibili da convertire ad altre rotte e la loro vendita forzata provocherebbe gravi perdite finanziarie.
#### Il pacchetto in stallo
Il 21° pacchetto sanzionatorio, che richiede l’unanimità dei 27 Stati membri, prevede nuove restrizioni contro banche russe, reti di criptovalute e imprese del complesso militare-industriale. Include anche un meccanismo per abbassare ulteriormente il tetto massimo del prezzo del petrolio russo, al di sopra del quale non è consentito acquistare o trasportare greggio. Il veto greco, quindi, congela l’intero insieme di misure.
#### Rischio precedenti e unità europea
L’Unione Europea intende eliminare del tutto l’import di GNL russo entro il 2026-2027, e il blocco del trasporto via mare da parte di navi europee è considerato un passaggio decisivo. La presa di posizione di Atene, però, apre la porta a un precedente pericoloso: se la Grecia ottenesse un’eccezione, altri Paesi con forti lobbisti del settore marittimo — tra cui Cipro, Malta e l’Italia — potrebbero avanzare richieste analoghe, minando la credibilità e l’efficacia della politica sanzionatoria comune.
Secondo stime di settore, la flotta di Prokopiou rappresenta circa l’82% della capacità mondiale di navi GNL con classe di ghiaccio 1A, indispensabili per l’export russo dall’Artico. Senza di esse, la Russia avrebbe serie difficoltà a mantenere i flussi di gas liquefatto dal progetto Yamal. Il blocco greco, dunque, sta ritardando un pacchetto che, nelle intenzioni di Bruxelles, avrebbe dovuto colpire le entrate energetiche che finanziano la guerra contro l’Ucraina.
La discussione tra i governi europei riprenderà nei prossimi giorni, mentre cresce la pressione su Atene affinché non isoli il suo veto.