Monte Paschi respinge l’offerta di Intesa Sanpaolo, sottolineando che non valorizza adeguatamente l’istituto e presenta sinergie sovrastimate, riporta Attuale.
Il consiglio di amministrazione di Monte Paschi di Siena ha rifiutato l’offerta presentata da Carlo Messina di Intesa Sanpaolo, evidenziando che il premio offerto è inferiore alla media di mercato nelle offerte pubbliche italiane. Inoltre, l’offerta di 1,6 azioni Intesa di nuova emissione più un euro in contanti per ogni azione Mps, include un premio del 12,5% basato sul prezzo ufficiale al 5 giugno 2026. Tuttavia, se si considerano i valori di mercato del 15 luglio, il corrispettivo risulterebbe in sconto del 3,3%.
Monte Paschi considera invece la proposta di integrazione di Banco Bpm, vista come opportunità di creare valore sostenibile, senza smembramento del marchio e rete di distribuzione. Il piano di Banco Bpm prevede una capitalizzazione solida con un Cet1 del 16% rispetto al 14% di Intesa. Un portavoce di Banco Bpm ha manifestato soddisfazione per la risposta positiva di Monte Paschi, dichiarando che l’operazione favorisce azionisti, clienti e territorio.
Nel contesto delle sinergie industriali, Messina di Intesa Sanpaolo stima 2,9 miliardi di euro, ma Siena ritiene che queste siano superiori rispetto ad altre aggregazioni simili. Inoltre, ci sono dubbi sul prezzo a cui Unipol acquisirà 635 filiali di Monte Paschi, considerato inferiore rispetto ai multipli del settore, il che avrebbe potuto aumentare il premio per Mps.
La proposta di Intesa affronta potenziali problematiche Antitrust date dalla sua concentrazione nel sistema bancario italiano, nonostante la vendita della metà della rete a Unipol. Vi sono anche incertezze sul rispetto delle normative di concorrenza, legate all’acquisizione del 13,2% di Generali da parte di Mediobanca. Mps avverte che l’operazione di Intesa potrebbe compromettere il modello di banca di prossimità vicino alle famiglie e imprese, sollevando preoccupazioni sull’effetto competitivo e supporto all’economia reale.