Attacchi Iraniani in Giordania: Esercito Statunitense a Rischio dopo Incursioni
Con l’intensificarsi delle tensioni tra Stati Uniti e Iran, la Giordania è diventata un obiettivo primario degli attacchi militari iraniani. Due soldati americani sono stati uccisi lo scorso venerdì alla base aerea di Muwaffaq Salti ad Azraq, a est di Amman. Domenica, l’Iran ha lanciato quattro missili contro la Giordania: tre sono stati intercettati, mentre uno ha colpito un’area disabitata. Inoltre, cinque soldati sono stati feriti presso la base aerea di King Faisal e diversi elicotteri Blackhawk statunitensi sono stati danneggiati in attacchi successivi, riporta Attuale.
La crescente aggressione iraniana nei confronti della Giordania è direttamente collegata al suo aumento dell’intervento nelle operazioni militari americane. Negli ultimi giorni, gli attacchi dall’Iran hanno preso di mira la Giordania più che nelle fasi precedenti della guerra, evidenziando il rischio crescente per le forze statunitensi nella regione.
Le autorità giordane non hanno fornito dettagli sul dispiegamento di forze statunitensi nella regione, né sulle basi da cui partono gli attacchi contro l’Iran, mantenendo l’informazione sotto segreto militare. Tuttavia, gli analisti sostengono che i bombardamenti siano sempre più basati in Giordania, poiché gli alleati del Golfo Persico, come l’Arabia Saudita, sono reticenti a concedere l’uso delle loro basi, temendo rappresaglie.
La Giordania, dipendente dagli aiuti economici americani e priva di risorse petrolifere, ha meno margini per rifiutarsi di partecipare alle operazioni. La cooperazione militare tra i due paesi risale agli anni ’50, con la presenza di circa 4.000 soldati statunitensi in Giordania. Nel 2025, gli Stati Uniti hanno fornito 1,45 miliardi di dollari in aiuti economici e militari al paese, in base a un accordo quinquennale firmato nel 2022.
Secondo rapporti giornalistici, molti soldati americani evacuati da basi nel Golfo sono stati trasferiti in Giordania, ritenuta un luogo più sicuro per le forze statunitensi, perlomeno fino ad ora. Inoltre, il ruolo strategico delle basi giordane potrebbe ulteriormente aumentare, poiché l’amministrazione Trump ha annunciato l’invio di ulteriori aerei da guerra nella regione.
Dalla fine del 2014, la Giordania ha partecipato attivamente alla coalizione internazionale contro l’ISIS, utilizzando le sue basi per lanciare attacchi contro l’Isis in Siria e Iraq. Nel 2024, la sua difesa aerea ha collaborato con operazioni per intercettare droni e missili iraniani diretti verso Israele.
Nonostante le apparenti stabilità politica, data la monarchia costituzionale guidata dal re Abdullah II, la Giordania affronta sfide economiche significative, con un’economia che, prima della guerra, si basava quasi per il 15% sul turismo, settore ora in crisi. La popolazione, in larga parte di origini palestinesi, richiede un’attenta gestione politica per mantenere l’equilibrio tra relazioni regionali e necessità interne.