Interruzioni di Internet e sfiducia nel sistema, l’allarme dei businessman in Russia si intensifica mentre le piccole e medie imprese si orientano verso i pagamenti in contante, favoriti anche dalla Banca centrale che ha immettato enormi quantità di denaro nell’economia. Con un sistema di pagamento elettronico precedentemente diffuso, gli abitanti del Paese, abituati a transazioni senza contante, si trovano ora a fare fronte a nuove sfide economiche, riporta Attuale.
Digitalizzazione
Con l’avvento di Vladimir Putin al potere, uno dei suoi obiettivi principali è stato quello di combattere l’economia sommersa e digitalizzare le transazioni. Ma l’invasione dell’Ucraina ha portato a un inquietante ritorno al contante, con sempre più russi che temono per i loro risparmi e l’integrità del sistema bancario. Anche se il governo ha implementato misure per facilitare la digitalizzazione, il trend attuale suggerisce che il paese rischia di tornare al passato.
Impennata di prelievi
Dal marzo di quest’anno, i prelievi di contante sono notevolmente aumentati, portando a un totale di 20.000 miliardi di rubli, corrispondenti a circa il 9,1% del PIL. Questo cambiamento è stato riconosciuto da diversi media russi, che segnalano una crescente preferenza per i pagamenti in contante, una pratica che, fino a poco fa, era impensabile nel contesto di un’economia altamente digitalizzata.
La misura dell’umore
La crescita della liquidità in circolazione riflette un deterioramento della fiducia dei russi nel futuro economico. Questo aumento della disponibilità di contante non solo complica la riscossione delle tasse, ma segna anche una tendenza preoccupante: le aziende iniziano a pagare salari «in busta», aggravando la situazione fiscale già precaria. Taras Skvortsov di Sberbank ha avvertito che la diminuzione della liquidità nel sistema bancario è una spirale preoccupante, che sottolinea gli effetti deleteri della sfiducia generalizzata.