Ministero dell’Interno italiano promuove misure rigorose sui rimpatri durante il Migration Summit di Monaco
MONACO DI BAVIERA – L’Italia ha paventato misure più severe per gestire i flussi migratori durante il “Migration Summit”, tenutosi il 26 settembre a Monaco di Baviera. Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha enfatizzato l’importanza di rimpatri rapidi, la creazione di hub extra-UE, il contrasto all’abuso del diritto d’asilo e una sorveglianza più rigorosa delle operazioni delle ONG, riporta Attuale.
Nel suo intervento, Piantedosi ha evidenziato gli sforzi compiuti dall’Italia per implementare il Patto Migrazione e Asilo, chiedendo strumenti più incisivi agli Stati Membri per rendere le procedure di frontiera più efficaci e facilitare l’espulsione rapida dei migranti irregolari. Ha anche richiesto iniziative per prevenire la strumentalizzazione del diritto di asilo, sottolineando che “il diritto d’asilo non può essere utilizzato strumentalmente come leva per entrare illegalmente in Europa”.
Un focus particolare è stato dedicato alla proposta di realizzare “return hubs”, simili a quelli già avviati in Albania, per i rimpatri al di fuori dello spazio europeo, considerati misure deterrenti contro le partenze illegali. Piantedosi ha inoltre evidenziato la necessità di una disciplina più rigorosa sulle ONG nel Mediterraneo, colpevoli, secondo lui, di incoraggiare i traffici e la migrazione irregolare con azioni “spesso incontrollate”.
A margine del vertice, il ministro ha avuto colloqui bilaterali con i suoi omologhi di Irlanda, Austria, Grecia, Regno Unito, Svizzera e Lituania, sottolineando l’importanza della cooperazione tra i Paesi per affrontare la questione migratoria in modo efficace.