Scontri a Bologna, Meloni: “Irresponsabile alimentare odio contro le forze dell’ordine”

21.07.2026 13:15
Scontri a Bologna, Meloni: “Irresponsabile alimentare odio contro le forze dell'ordine”

Meloni condanna la violenza a Bologna e chiede verità sulla morte di Abderrahim Fakir

Roma, 21 luglio 2026 – La premier Giorgia Meloni ha espresso la sua ferma condanna per gli episodi di violenza e guerriglia urbana accaduti a Bologna durante la manifestazione per la morte di Abderrahim Fakir. “Quanto accaduto a Bologna è inaccettabile. Sul decesso di Abderrahim Fakir è doveroso che vengano accertate eventuali responsabilità con il massimo rigore. La verità va ricercata fino in fondo, senza pregiudizi e senza sconti per nessuno. Ma nulla può giustificare la violenza contro le Forze dell’Ordine“, riporta Attuale.

La presidente del Consiglio ha sottolineato che chi ha utilizzato questa vicenda come pretesto per seminare disordini non cercava la verità, ma piuttosto lo scontro. “Alimentare un clima di odio e di delegittimazione verso un intero Corpo dello Stato è un atto di grave irresponsabilità“, ha aggiunto Meloni. Ha concluso il suo intervento evidenziando l’importanza delle forze di polizia, definendole “donne e uomini in divisa” che servono l’Italia con professionalità e coraggio.

Anche il vicepremier e ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, ha espresso preoccupazione per l’odio rivolto verso le forze dell’ordine, dichiarando: “C’è qualcuno che sta alimentando odio e conflitto nei confronti di chi indossa una divisa. Mi sembra irresponsabile. Invito la politica a lasciar fuori dalla bagarre le forze dell’ordine. Invocare le piazze per dei linciaggi mediatici può diventare pericolosissimo.”.

Nordio: “Non c’è scuso penale, ma processuale”

Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha chiarito che, sebbene non ci sia uno scudo penale, si può parlare di uno scudo processuale in riferimento alla norma applicata per la prima volta a quattro agenti e due operatori sanitari coinvolti nel caso di Abderrahim Fakir. “La riforma è molto semplice – ha spiegato il Guardasigilli – elimina l’automatismo dell’iscrizione nel registro degli indagati per coloro che possono agire in situazioni qualificabili come causa di giustificazione, come la legittima difesa o l’adempimento di un dovere. In presenza teorica di queste situazioni non c’è più l’obbligatorietà di iscrivere la persona nel registro degli indagati perché questa iscrizione di fatto si convertiva in una condanna anticipata”, ha aggiunto Nordio.

Il ministro ha fatto notare che la misura non riguarda solo le forze dell’ordine, ma anche i medici. “Auspico che finiscano le incomprensioni: questa norma riguarda anche i medici. Fino a ieri, il medico poteva nominare propri consulenti nelle perizie solo se iscritto nel registro degli indagati, portando un’ingiusta macchia sul proprio onore – ha concluso –. Ora potrà farlo senza essere iscritto. Non c’è alcuna immunità ma solo il superamento di un automatismo lesivo“.

Chieste dimissioni di Lepore

Intanto, il partito Fratelli d’Italia ha avviato una raccolta firme, sia online sia cartacea, per chiedere le dimissioni immediate del sindaco Matteo Lepore, ritenuto “responsabile” della “follia” degli scontri avvenuti dopo la manifestazione. Anche la Lega ha sollevato la questione delle dimissioni, affermando: “Oltre 70 poliziotti feriti. 6 mezzi di servizio danneggiati. Bologna devastata dalla guerriglia urbana. Il sindaco si assumerà la responsabilità politica di questo disastro? Chi pagherà i danni? Dimissioni, subito!”, ha dichiarato il Carroccio sui social.

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