La decisione di Eni di fissare un tetto massimo ai prezzi dei carburanti, pari a 2,19 euro al litro per il gasolio e a 1,99 euro al litro per la benzina, è arrivata a sorpresa a sole 24 ore dalla riduzione dello sconto sulle accise sul diesel deciso dal governo. Questo intervento, che entrerà in vigore lunedì 28 settembre, avrà una durata di 30 giorni, con la possibilità di estensione fino alla fine dell’anno, «in funzione dell’andamento del mercato e degli approvvigionamenti», riporta Attuale.
Il tetto al prezzo dei carburanti
Eni ha affermato che la decisione di fissare un price cap è stata presa «in piena autonomia» e «senza pressioni indebite». La compagnia, già da marzo, aveva avviato una politica di controllo dei prezzi e comunicato che il tetto massimo stabilito comporterà per gli utenti un risparmio di circa 17 centesimi rispetto ai livelli medi attuali. Eni ha spiegato che l’attuale crisi geopolitica ha comportato una contrazione dell’offerta di prodotti raffinati, causando un innalzamento dei prezzi che gravano su famiglie e aziende italiane. I dati attuali mostrano che ieri la benzina costava 2,154 euro al litro e il gasolio 2,338. Inoltre, a partire da oggi, lo sconto sul diesel è diminuito a 6,1 centesimi al litro.
Le reazioni politiche
Palazzo Chigi ha subito espresso il proprio apprezzamento, ringraziando Eni per «l’importante iniziativa» e descrivendo la scelta come un «lodevole atto di attenzione all’Italia». Il vicepremier Antonio Tajani ha definito l’operazione un esempio concreto di come il sistema Paese debba operare in momenti difficili. La Lega ha accolto positivamente la decisione, esprimendo la speranza che anche altre grandi aziende seguano l’esempio di Eni. Il ministro Adolfo Urso ha dichiarato di aspettarsi che altri attori del mercato prendano simili iniziative.
Le opposizioni, invece, criticano il governo per il ritardo nell’intervento. Politici come Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni sostengono che il governo avrebbe dovuto agire molto prima per calmierare i prezzi. Carlo Calenda considera la mossa di Eni come un segnale di responsabilità, mentre Maurizio Landini critica la decisione, definendola un mero «spot» e richiedendo interventi più incisivi.
L’effetto traino
Secondo quanto riportato dalla Repubblica, la sfida ora è capire se l’iniziativa di Eni avrà un effetto traino sui prezzi nel settore, dato che l’azienda gestisce circa 4 mila stazioni di servizio in Italia, pari al 20% del totale. Il governo si aspetta che anche le altre compagnie possano seguire questa direttrice. Sebbene il tetto sia inizialmente previsto per un mese, il termine riporterà in primo piano la questione del caro carburanti, sollevando nuovi interrogativi sulle misure da adottare a riguardo.