La bodycam rivela gli ultimi istanti di Fakir: omicidio colposo per sei operatori coinvolti

23.07.2026 07:15
La bodycam rivela gli ultimi istanti di Fakir: omicidio colposo per sei operatori coinvolti

Tragedia del Pilastro: indagini su poliziotti e volontari dopo la morte di Abderrahim Fakir

Le immagini e le parole della registrazione dalla bodycam di uno dei due poliziotti svelano i dettagli drammatici della tragedia del Pilastro. Circa quattro minuti sono passati da quando gli agenti hanno lasciato Fakir legato mani e piedi fino ai primi segnali che indicano la sua morte: “Non respira”, “Questo ha gli occhi fissi”, commentano i soccorritori mentre i poliziotti, attoniti e in silenzio, assistono a distanza, rendendosi conto che un uomo è deceduto davanti a loro, riporta Attuale.

Attualmente, i due agenti di 23 e 28 anni, insieme ai quattro volontari della Croce Rossa, sono sotto indagine della Procura, registrati secondo il modello 45 bis (la cosiddetta ‘norma-scudo’ introdotta dal decreto sicurezza), con l’accusa di omicidio colposo.

Un momento cruciale è avvenuto domenica mattina quando i cittadini hanno allertato la polizia (arrivata alle 12:15) per la presenza di un uomo in crisi: si trattava di Abderrahim Fakir, 42 anni, marocchino di origine, residente in Italia fin da bambino. In quel frangente, Fakir si trovava a terra, in preda a un attacco di panico, esclamando: “Tutto il Pilastro vuole uccidermi” e pronunciando frasi confuse. Alcune persone hanno iniziato a filmare la scena mentre altre cercavano di calmarlo, senza successo.

Emergono nuove informazioni riguardo una colluttazione che coinvolge due cittadini: l’autista e il passeggero di un’auto arrivata nel cortile. Fakir ha spintonato l’autista e ha colpito il cofano della vettura, dando il via a una lite. È in questo momento che uno dei poliziotti ha attivato la bodycam, che ha continuato a funzionare per circa venti minuti dopo l’orario presunto del decesso.

Nel tentativo di separare i tre, i poliziotti hanno immobilizzato Fakir e tentato di ammanettarlo. Durante il confronto, Fakir ha morso il polpaccio di uno dei due agenti, il quale ha risposto spruzzandogli spray al peperoncino. Nonostante le difficoltà, gli agenti sono riusciti a legarlo. Tuttavia, quando si sono alzati, sembra che Fakir fosse ancora vivo.

Poco dopo, i sanitari hanno scoperto che non respirava più. La situazione è cambiata drasticamente; uno dei poliziotti si è avvicinato a Fakir e ha tagliato la sua maglietta, attivando le procedure per il massaggio cardiaco. La bodycam ha registrato il lungo intervento di rianimazione durato oltre dieci minuti, come confermato dalla Croce Rossa, che ha eseguito manovre di rianimazione e utilizzato il defibrillatore finché non è arrivata l’autoambulanza.

Attualmente, la Procura ha acquisito video registrati da cittadini e le comunicazioni degli operatori. L’autopsia di Fakir, prevista per domani, è affidata al medico legale Valentina Bugelli di Parma, supportata da un’équipe di esperti, compresa Cristina Basso, specialista in anatomopatologia di morti improvvise, Manuela Bonizzoli, esperta in anestesia e rianimazione, e il chimico tossicologo Luca Morini dell’Università di Pavia.

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