Scontri a Bologna per Fakir, il ministro Piantedosi accusa Lepore di sottovalutare i rischi della piazza

24.07.2026 14:15
Scontri a Bologna per Fakir, il ministro Piantedosi accusa Lepore di sottovalutare i rischi della piazza

Bologna, 24 luglio 2026 – “È grave che un sindaco, evidentemente in maniera inconsapevole, convochi una piazza e sottovaluti le conseguenze di tale azione”, sottolinea il ministro Matteo Piantedosi. In un’intervista a L’aria che tira su La 7, il titolare del Viminale commenta con fermezza la serata di violenza che ha colpito il centro storico di Bologna per quattro ore, evidenziando i disordini e gli scontri che hanno causato 64 agenti feriti e danni superiori ai 200mila euro, a seguito della manifestazione organizzata dal sindaco Matteo Lepore in piazza del Nettuno. In questo contesto, “il sindaco dovrebbe prendere atto di quanto accaduto e offrire una valutazione, poiché sono stati aggrediti poliziotti e la città è stata danneggiata”, riporta Attuale.

Il ‘precedente’ a novembre con il match tra Virtus e Maccabi Tel Aviv

Il ministro Piantedosi ha richiamato alla memoria un episodio accaduto lo scorso novembre, in occasione della partita tra Virtus e Maccabi Tel Aviv, che si svolse tra i disordini al PalaDozza. “Lo stesso sindaco, consapevole delle dinamiche sul proprio territorio, mi aveva chiesto di non far giocare una squadra israeliana, dato che ciò andava contro il volere di alcuni centri sociali”, ha dichiarato. La risposta del Viminale fu negativa, con Piantedosi che ha ribadito: “Non avrei mai potuto cedere l’agenda degli eventi pubblici a gruppi violenti, come è emerso in questa e in altre occasioni. È quindi evidente che il sindaco sa con chi ha a che fare”.

L’operato delle forze di polizia

Il ministro ha descritto quanto accaduto in via Svevo come “l’ennesimo episodio che testimonia la complessità del lavoro delle forze di polizia“. Sottolineando la delicatezza dell’intervento delle forze dell’ordine, Piantedosi ha detto: “Chi opera in queste situazioni deve prendere decisioni in pochi secondi. Dobbiamo attendere le indagini della magistratura, ma finora ho visto sufficiente attenzione e equilibrio da parte degli operatori”.

La morte “nelle mani dello Stato”

Riguardo alla morte di Abderrahim Fakir, Piantedosi ha commentato: “Quando una persona muore nelle mani dello Stato, colpevole o incolpevole che sia, deve essere oggetto di indagine. Tuttavia, convocare una piazza per chiedere verità e giustizia suggerisce una sfiducia nelle istituzioni, cosa che considero sbagliata. La verità e la giustizia devono essere ricercate nei confronti di chi è competente nel settore”.

Il disagio psicologico

Dalle immagini diffuse e da quelle acquisite dalla Procura, emerge che Fakir era in condizioni di disagio psicologico. “La situazione dovrà essere chiarita, ma occorre anche considerare il difficile compito delle forze di polizia”, ha Affermato Piantedosi. “Questa è l’ennesima persona che, pur avendo cercato aiuto nel sistema sanitario, non ha ricevuto l’assistenza necessaria e si è trovata ad affrontare una crisi in strada. Deve essere affrontata la complessità del ruolo delle forze di polizia in tali circostanze”.

La fiducia nelle attività di indagine

“Io mi fido dell’autorità giudiziaria: i giudici faranno le loro valutazioni e le indagini procederanno. Credo che ci siano basi per riconoscere la correttezza degli operatori, ma possiamo aspettarci di tutto, poiché siamo ancora agli inizi della valutazione della vicenda”, ha concluso il ministro dell’Interno, chiarendo di non aver richiesto le immagini delle body cam per evitare interferenze nei procedimenti giudiziari.

1 Comment

  1. Non ci si può credere, che situazione assurda! Ma il sindaco cosa pensava di fare? Convocare una piazza in un momento così delicato e rischioso è da irresponsabili. Bologna non merita tutto questo caos, serve più attenzione e meno improvvisazione…

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere