Netanyahu intensifica le operazioni nei villaggi palestinesi della Cisgiordania nonostante i moniti dei generali

27.07.2026 01:15
Netanyahu intensifica le operazioni nei villaggi palestinesi della Cisgiordania nonostante i moniti dei generali

Incendi in Cisgiordania: le tensioni tra coloni e palestinesi si intensificano

Le fiamme stanno devastando le colline della Cisgiordania, in un contesto di crescente tensione tra coloni israeliani e palestinesi. Un gruppo di coloni degli avamposti ha approfittato della guerra a Gaza e della politica del governo israeliano, che ha assunto una piega ancor più a destra. L’arsura e la vegetazione secca hanno alimentato incendi, costringendo circa ottanta famiglie israeliane delle fattorie Gilad a evacuare. Le abitazioni sono state distrutte, mentre i coloni continuano a stabilire insediamenti in modo illegale, provocando anche la comunità internazionale, riporta Attuale.

I coloni di Gilad e di altre comunità nei pressi di Nablus hanno ignorato le istruzioni dell’esercito, portando avanti attacchi contro i palestinesi. Nonostante la causa degli incendi sia riconducibile alla siccità, i coloni hanno intensificato i raid, scagliando pietre e aggredendo i pastori palestinesi. Gli scontri culminati venerdì scorso hanno portato alla morte di un membro della sicurezza israeliana e di un riservista, insieme a quattro palestinesi, mentre si tentava di reprimere una manifestazione provocativa da parte dei coloni.

In risposta, il primo ministro Benjamin Netanyahu ha deciso di aprire un nuovo fronte di conflitto, richiamando l’attenzione su una situazione che non sembra migliorare dal 7 ottobre 2024, data ricordata per gli attacchi terroristici di Hamas a sud di Israele. Durante una riunione governativa in un bunker, Netanyahu ha pianificato di affrontare la situazione con gli Stati Uniti, incluso un incontro previsto con Donald Trump. Le direttive per l’operazione nelle aree occupate includono quest’ultime: invadere villaggi, sequestrare armi e arrestare presunti terroristi.

Tuttavia, i generali avvertono che la violenza tra coloni e palestinesi potrebbe intensificarsi, alimentando il rischio di una terza intifada, soprattutto alla luce del crescente malcontento verso il presidente palestinese Abu Mazen. I palestinesi hanno già formato settanta comitati di autodifesa, preoccupati per la situazione instabile che potrebbe degenerare ulteriormente in vista delle prossime elezioni parlamentari in Palestina, le prime in vent’anni.

Con le elezioni israeliane in programma per la fine di ottobre, Netanyahu sembra cercare alleati tra i gruppi più estremisti, come Itamar Ben-Gvir e Bezalel Smotrich, per garantire la sua permanenza al potere. La loro spinta per l’annessione della Cisgiordania, già in fase di attuazione, rischia di provocare ulteriori conflitti e di minare i già fragili accordi di Oslo.

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