Ucraina, divisioni nel campo largo mentre Vannacci chiede un blocco totale delle armi a Kiev

27.07.2026 23:05
Ucraina, divisioni nel campo largo mentre Vannacci chiede un blocco totale delle armi a Kiev

Divisioni sulle missioni internazionali: il sostegno all’Ucraina al centro del dibattito

Alla Camera si registrano sei risoluzioni diverse tra le opposizioni: il Partito Democratico (Pd) autorizza la missione Nato di assistenza e addestramento, mentre il Movimento 5 Stelle (M5s) e Alleanza Verdi e Sinistra (Avs) danno il via libera solo a quella europea. Divisioni anche su Libia e Mar Rosso, mentre Futuro Nazionale chiede di interrompere ogni sostegno militare, riporta Attuale.

Il dibattito sulla politica estera rende evidenti le spaccature all’interno del campo largo e tra le altre opposizioni, chiamate a pronunciarsi sulla partecipazione dell’Italia alle missioni internazionali nel 2026, con la votazione prevista per domani, 28 luglio. Oltre al documento unitario della maggioranza, sono stati presentati sei risoluzioni dai gruppi di opposizione: ciascuno da Pd, M5s, Avs, Azione e Italia Viva, più quella di Futuro Nazionale di Roberto Vannacci.

L’Ucraina al centro della contesa

Il principale punto di divergenza riguarda nuovamente l’Ucraina. Il Pd, con la sua risoluzione, «autorizza la proroga» della «partecipazione nazionale alle iniziative Nato, Ue, di coalizione e bilaterali di supporto all’Ucraina». M5s e Avs, al contrario, accettano solamente la missione europea Eumam, dedicata all’addestramento delle forze armate ucraine, escludendo il sostegno della Nato per l’assistenza militare a Kiev.

Divergenze all’interno della sinistra riguardo al sostegno a Kiev

Questa distanza riflette un quadro ricorrente nelle discussioni parlamentari sulla guerra: da un lato, il Pd, favorevole a un sostegno fermo a Kiev, e dall’altro, Giuseppe Conte e Nicola Fratoianni, che si oppongono a un ulteriore coinvolgimento della Nato e preferiscono mirare a un negoziato.

Il Pd, nelle premesse della risoluzione, sottolinea la necessità di «condividere, in continuità con le posizioni storiche del partito», il supporto per le autorità ucraine. Chiede inoltre al governo di recuperare una centralità nelle iniziative diplomatiche, affinché l’Europa possa svolgere un ruolo decisivo per una pace giusta, con la proposta di individuare un mediatore europeo. Il deputato Andrea De Maria ha rimarcato che l’iniziativa diplomatica deve garantire prima di tutto «la sicurezza e l’indipendenza dell’Ucraina».

In contrasto, il pentastellato Arnaldo Lomuti ha espresso forte preoccupazione per le nuove regole di ingaggio stabilite nel recente vertice della Nato, ritenute potenzialmente pericolose e impattanti sull’escalation militare. Ha concluso, evidenziando un profondo scollamento rispetto al Pd e affermando che si sta «navigando in acque molto pericolose con pessimi capitani».

Conflitti anche su Libia e Mar Rosso

Le tensioni non si esauriscono con l’Ucraina; le risoluzioni indicano anche spaccature sulle missioni in Libia. Il Pd ha autorizzato «la partecipazione di personale della Polizia di Stato alla missione civile dell’Unione europea denominata Eubam Libya», mentre M5s e Avs si oppongono a tale partecipazione.

Nonostante il sì alla missione europea, il Pd non avalla indiscriminatamente la cooperazione con Tripoli, poiché non autorizza la proroga della missione bilaterale volta a supportare le istituzioni libiche nel controllo delle frontiere marittime. Il documento richiama alle «sistematica tortura» nei centri di detenzione, evidenziando la collusione di alcuni settori della Guardia costiera libica con i trafficanti di esseri umani.

Per il Pd, quindi, non è più giustificabile un ulteriore rifinanziamento della missione bilaterale, creando una posizione complessa: sì all’assistenza europea, no al sostegno della Guardia costiera libica. Viceversa, M5s e Avs mantenendo una visione più radicale, contestano anche Eubam.

Le divergenze si estendono anche alla missione Aspides nel Mar Rosso. Il Pd rinnova il sostegno alla partecipazione italiana fino a febbraio 2027, citando la persistenza della minaccia rappresentata dagli Houthi. Lomuti, tuttavia, ha criticato aspramente questa missione, definendola «molto pericolosa» e avvisando che le recenti aggressioni degli Houthi aumentano i rischi per le navi militari italiane.

Futuro Nazionale e la richiesta di disimpegno dall’Ucraina

Il gruppo Futuro Nazionale, rappresentato dal deputato Edoardo Ziello, chiede un immediato cessate il fuoco e propone di fermare qualsiasi ulteriore fornitura di armi alle autorità ucraine, marcando una netta distanza dalla maggioranza di centrodestra. La risoluzione richiede di escludere ogni partecipazione finanziaria o logistica dell’Italia ai programmi dell’Unione europea e della Nato per l’acquisto di armamenti destinati a Kiev, sostenendo che l’Italia dovrebbe agire come promotrice di una proposta di pace immediata, improntata al dialogo diretto.

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