In Russia crolla la fiducia dei consumatori: risparmi in picchiata e metà della popolazione senza rete

30.07.2026 18:35
In Russia crolla la fiducia dei consumatori: risparmi in picchiata e metà della popolazione senza rete
In Russia crolla la fiducia dei consumatori: risparmi in picchiata e metà della popolazione senza rete

L’indice di fiducia dei consumatori in Russia è crollato a luglio a 89,5 punti, il livello più basso da maggio 2022, secondo l’indagine condotta da inFOM per la Banca centrale russa. Il calo di 8,3 punti rispetto al mese precedente (da 97,8) riflette un netto peggioramento della percezione delle condizioni materiali personali e delle prospettive del Paese, con una minore propensione a effettuare acquisti importanti.

L’impennata dell’inflazione, innescata dalla crisi dei carburanti, ha spinto i russi a dirottare sempre più risorse dai risparmi alle spese correnti. La quota di cittadini che preferisce mettere da parte il denaro è scesa di 6,5 punti percentuali al 47,9%, il dato peggiore dal 2015. Contemporaneamente, la percentuale di chi destina subito i fondi disponibili a consumi, anziché a grandi acquisti, è salita di 4,1 punti al 32,7%. Il 34% degli intervistati ritiene che il momento attuale non sia favorevole ai risparmi, mentre solo il 26% lo considera adatto.

Fuga dai depositi bancari

La perdita di fiducia nei canali tradizionali di risparmio emerge anche dai flussi bancari. A giugno, i russi hanno ritirato circa 0,5 trilioni di rubli in contanti, mentre la crescita dei depositi si è fermata a 0,2 trilioni, una cifra inferiore persino agli interessi maturati. Come già segnalato dalla governatrice della Banca centrale Elvira Nabiullina, l’attività di risparmio delle famiglie è in calo e la composizione degli investimenti sta cambiando: aumentano gli acquisti di immobili e l’accesso al mercato azionario, ma anche la richiesta di liquidità.

Metà dei russi senza cuscinetto finanziario

L’indagine rivela che il 56% della popolazione non possiede alcun risparmio a cui attingere in caso di perdita del reddito principale, mentre il 41% ne ha. Tuttavia, anche chi ha accumulato un certo capitale vede erodersi le proprie capacità di accantonamento. Nel primo trimestre dell’anno, i risparmi reali delle famiglie russe si sono ridotti del 32,1%. Il crollo del potere d’acquisto, unito alla preferenza per la spesa immediata per timore di un’ulteriore svalutazione, sta comprimendo il ceto medio e alimentando tensioni sociali.

L’indebolimento strutturale della propensione al risparmio rischia di privare l’economia russa delle risorse necessarie per investimenti a lungo termine, costringendo la Banca centrale a mantenere una politica monetaria restrittiva per contenere la domanda. La combinazione di alta inflazione, incertezza e redditi reali stagnanti delinea un quadro di crescente vulnerabilità per le famiglie.

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