Il prefetto di Torino vieta il campeggio dei No Tav a Susa e Bussoleno fino al 3 agosto

30.07.2026 12:15
Il prefetto di Torino vieta il campeggio dei No Tav a Susa e Bussoleno fino al 3 agosto

Nuove ordinanze in Val di Susa dopo le tensioni al cantiere

La situazione in Val di Susa si è intensificata dopo le recenti ordinanze del prefetto di Torino, Donato Cafagna, che proibiscono il campeggio libero e la detenzione di oggetti che possono nascondere il volto, a partire dalla mezzanotte di giovedì 30 luglio fino alle ore 7 di lunedì 3 agosto. Queste misure sono state adottate per ragioni di sicurezza pubblica e per evitare ulteriori tensioni dopo i disordini nel cantiere di Chiomonte, riporta Attuale.

Il divieto di campeggio interessa le aree di Susa e Bussoleno ed è stato imposto senza necessità di preavviso. Nel frattempo, una seconda ordinanza vieta la detenzione di materiali come caschi, maschere e oggetti potenzialmente letali nei comuni di Bruzolo, Bussoleno, Chiomonte, Giaglione, San Didero e Susa. Una terza ordinanza, valida per lo stesso periodo, limita l’accesso alle aree circostanti i cantieri Tav.

Situazione attuale al campeggio di Traduerivi

Al momento, la situazione al campeggio di Traduerivi, nelle vicinanze di Susa, è sotto controllo. Non si segnalano presenti attivisti del movimento No Tav. Tuttavia, la polizia ha già attuato un dispositivo di sicurezza con agenti schierati e ordinanze apposte nei pressi dell’area destinata all’iniziativa.

Appello del movimento No Tav per una nuova strategia

In previsione dell’azione del prefetto, il movimento No Tav aveva lanciato un appello sui social, esprimendo preoccupazione per il massiccio dispiegamento delle forze dell’ordine in prossimità del previsto campeggio. Dopo l’emanazione delle ordinanze restrittive, i membri del movimento si sono riuniti per valutare le prossime mosse. Originariamente, fino a sabato, era prevista una manifestazione, ma ora i piani devono essere riveduti.

Riflessioni del presidente Mattarella sulla violenza

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha condannato fermamente gli atti di violenza avvenuti durante le manifestazioni in Val di Susa, definendoli «inammissibili» durante un intervento pubblico. Ha sottolineato che la violenza minaccia la democrazia e che non esiste una giustificazione per attacchi contro le istituzioni democratiche, esprimendo la necessità di proteggere i principi costituzionali e promuovere una convivenza pacifica.

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