Nirmal Purja muore in valanga sul Broad Peak, quattro alpinisti confermati morti e altri sei dispersi

01.08.2026 19:25
Nirmal Purja muore in valanga sul Broad Peak, quattro alpinisti confermati morti e altri sei dispersi

Tragedia sul Broad Peak: Nirmal Purja vittima di una valanga

L’alpinista nepalese Nirmal Purja è deceduto a causa di una valanga giovedì durante una spedizione sul Broad Peak, la dodicesima montagna più alta del mondo (8.051 metri), in Pakistan. La valanga ha coinvolto lui e altri nove alpinisti, e finora sono stati recuperati i corpi di tre di loro, mentre gli altri risultano ancora dispersi. I soccorritori stanno sorvolando l’area da due giorni nella speranza di localizzarli, ma le possibilità di ritrovare sopravvissuti si fanno sempre più esigue, riporta Attuale.

Purja, noto anche come Nims Dai, aveva 43 anni ed era un ex militare dell’esercito britannico, appartenente alla brigata dei Gurkha. Era diventato celebre grazie a un documentario di Netflix sulle sue scalate e record in Himalaya. La sua azienda, Elite Exped, ha confermato la sua morte avvenuta nella valanga. Dei dieci alpinisti coinvolti, sei erano nepalesi, mentre gli altri provenivano da Pakistan, Oman, Stati Uniti e Cina; tutti si trovavano a un’altitudine di circa 6.600 metri. Segnali di localizzazione di alcune persone hanno registrato una caduta di centinaia di metri.

Nel 2019, Purja aveva scalato tutte le 14 montagne più alte di 8.000 metri in poco più di sei mesi, stabilendo un record che fu successivamente battuto. Inoltre, aveva partecipato alla storica spedizione del 2021 che ha visto la prima ascensione in inverno del K2, la seconda montagna più alta del mondo.

Recentemente, il suo obiettivo era scalare per la seconda volta tutte queste vette senza l’ausilio di bombole di ossigeno, con il Broad Peak che rappresentava la penultima tappa del suo progetto. La sua figura era stata ampiamente celebrata nel documentario di Netflix 14 Peaks: Nothing Is Impossible.

Correzione: Una versione precedente di questo articolo riportava che tutti e dieci gli alpinisti della spedizione erano deceduti. È stata invece confermata la morte di quattro di loro, mentre gli altri risultano ancora dispersi.

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