Il settore agricolo russo riduce produzione e redditività tra costi e carenze di carburante

03.08.2026 17:25
Il settore agricolo russo riduce produzione e redditività tra costi e carenze di carburante
Il settore agricolo russo riduce produzione e redditività tra costi e carenze di carburante

Il settore agricolo russo ha registrato un calo della produzione e un peggioramento della redditività nel primo semestre del 2026. Secondo i dati disponibili a giugno, il volume della produzione agricola a prezzi comparabili è diminuito del 2,9% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Tra gennaio e giugno la contrazione è stata dello 0,8%, mentre nello stesso periodo del 2025 era stata registrata una crescita dell’1,1%. La quota delle aziende agricole redditizie è scesa al 71,5%, dal 79,5% di un anno prima.

Produzione agricola in calo

La dinamica negativa ha interessato l’intero primo semestre. A pesare sono l’aumento dei costi, le conseguenze di anomalie climatiche in alcune regioni e le difficoltà di approvvigionamento del carburante. Il problema si è manifestato anche durante la campagna di raccolta: al primo luglio, nelle organizzazioni agricole russe, le colture cerealicole e leguminose erano state trebbiated su appena 0,3 milioni di ettari, il 51,7% in meno rispetto a un anno prima.

In diverse aree gli agricoltori hanno segnalato stazioni di servizio chiuse, code e limiti alla vendita di gasolio. In alcuni casi i macchinari sono rimasti fermi direttamente nei campi. Le condizioni più difficili, secondo gli operatori del settore, si registrano nel territorio dell’Altaj, nelle regioni di Novosibirsk e Irkutsk, nei territori di Krasnodar e Stavropol e nella regione di Rostov. Sullo sfondo delle difficoltà operative, gli analisti hanno rivisto al ribasso le previsioni sul raccolto.

Il contributo insufficiente dell’allevamento

L’allevamento non ha compensato la riduzione della produzione vegetale. A giugno le grandi organizzazioni agricole hanno diminuito dell’1,3% la produzione di bestiame e pollame destinata alla macellazione. Alla fine del mese, il numero dei bovini era inferiore del 4,1% rispetto allo stesso periodo precedente; la stessa variazione ha interessato anche le vacche. Il patrimonio di ovini e caprini è diminuito dell’8,3%, quello avicolo del 2,4%.

La produzione di carne di pollame ha segnato a giugno un calo del 5,4%. L’unica eccezione indicata dai dati riguarda il comparto suinicolo: nel primo semestre la produzione in peso vivo è aumentata del 4,3%. I complessi dedicati all’allevamento dei suini dipendono in misura minore dai componenti importati rispetto ad altri segmenti della zootecnia, una caratteristica che ha sostenuto la tenuta del comparto.

Anche i prezzi hanno esercitato pressione sui margini. A giugno i prezzi alla produzione dei prodotti zootecnici sono diminuiti del 3,3%, mentre quelli delle uova hanno registrato una flessione del 15,6%. La combinazione tra margini negativi e aumento dei costi di manutenzione delle apparecchiature importate sta spingendo le aziende a ridurre o rinviare i programmi di investimento.

Macchinari, investimenti e dipendenza dall’estero

Le difficoltà del settore agricolo si riflettono anche sul mercato delle macchine. Secondo il rapporto di luglio dell’associazione Rosspetsmash, le vendite di macchinari agricoli prodotti in Russia sono aumentate nel primo semestre dell’11,2% in valore, raggiungendo 85,5 miliardi di rubli, Iva inclusa. L’incremento è tuttavia solo di poco superiore all’inflazione e risente sia della bassa base di confronto degli anni precedenti sia dell’aumento dei prezzi delle macchine.

Nello stesso periodo il valore della produzione nazionale di macchinari agricoli è diminuito del 2,2%, a 106,2 miliardi di rubli. Le aziende produttrici operano con magazzini sovraccarichi e una domanda difficile da prevedere. Il calo della produzione arriva mentre le aziende agricole riducono gli investimenti e rinviano il rinnovo delle attrezzature, anche per il maggiore costo dell’assistenza e dei componenti importati.

I dati riportati riaprono il tema della dipendenza dell’agroindustria russa da forniture estere, tra semi, additivi per mangimi, prodotti veterinari, macchinari e componenti. La pressione delle sanzioni e le restrizioni sulle forniture hanno aumentato i costi di gestione delle attrezzature importate. Il peggioramento della redditività, dal 79,5% al 71,5% di aziende profittevoli, si è verificato nello stesso periodo in cui la guerra contro l’Ucraina prosegue per il quinto anno e il settore russo opera sotto il peso delle conseguenze economiche del conflitto.

Le difficoltà sul fronte agricolo si sommano quindi a un quadro nel quale produzione, margini e investimenti seguono dinamiche negative, mentre il comparto suinicolo rappresenta l’eccezione principale. Le carenze di carburante durante la raccolta e l’incertezza sulla domanda di macchinari restano tra i problemi segnalati dagli operatori per i mesi successivi.

Fonte dei dati e delle informazioni di settore: il rapporto pubblicato sui dati dell’agricoltura russa.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere