Il Cremlino porta mezzi militari in Mali usando una nave sanzionata dagli Usa

03.08.2026 15:20
Il Cremlino porta mezzi militari in Mali usando una nave sanzionata dagli Usa
Il Cremlino porta mezzi militari in Mali usando una nave sanzionata dagli Usa

Il Cremlino ha utilizzato il cargo russo sanzionato Mikhail Britnev per trasferire mezzi militari destinati al Mali. La nave, approdata il 9 luglio nel porto di Lomé, in Togo, trasportava camion, veicoli corazzati per il trasporto di personale e mezzi leggeri per la fanteria. I veicoli sono stati poi trasferiti in Mali passando attraverso il Togo e il Burkina Faso.

La ricostruzione è stata riferita dai media il 2 agosto 2026 e trova riscontro nei dati di tracciamento della nave e nelle informazioni diffuse dalla televisione di Stato maliana. Il cargo era partito il 18 giugno dal porto russo di Baltijsk, aveva attraversato il Mare del Nord e poi era entrato nella Manica. Durante il passaggio nello stretto, il Mikhail Britnev era accompagnato da una nave militare russa. La vicenda è stata ricostruita anche da BBC News.

Il percorso della nave

Secondo i dati di monitoraggio, il cargo ha spento il transponder dopo aver superato la Manica. La sua posizione è tornata a essere visibile soltanto durante le operazioni preparatorie all’attracco nel porto di Lomé. La nave è sottoposta a sanzioni degli Stati Uniti dal 2024.

Il trasferimento dei mezzi attraverso il Togo e il Burkina Faso ha preceduto il loro arrivo in Mali, secondo quanto riferito dalla televisione pubblica maliana. Le informazioni disponibili indicano quindi una catena logistica che ha collegato un porto russo all’Africa occidentale, con una tappa in Togo prima della consegna al governo di Bamako.

Il governo militare del Mali riceve sostegno russo dal ritiro delle truppe francesi dal Paese, avvenuto nel 2022. I rapporti tra Mosca e Bamako comprendono la cooperazione militare e, secondo il contesto riportato, vantaggi finanziari per la Russia e accesso agevolato a miniere e giacimenti d’oro.

Dal gruppo Wagner all’African Corps

In una prima fase, in Mali era stato dispiegato il gruppo paramilitare russo Wagner. Dopo la morte di Evgenij Prigožin, le operazioni militari sono passate all’African Corps, struttura dipendente dal ministero della Difesa russo. Il corpo africano rappresenta oggi il principale strumento attraverso cui Mosca mantiene la propria presenza militare nel Paese, secondo la ricostruzione fornita nel materiale.

Il Mali combatte da anni contro il gruppo jihadista Jamaat Nusrat al-Islam wal-Muslimin, noto con l’acronimo JNIM, e contro i separatisti tuareg. Negli ultimi mesi, le offensive degli insorti hanno portato alla conquista di ampie porzioni di territorio nel nord del Paese. La consegna di nuovi mezzi militari arriva dunque mentre le forze governative e i loro alleati devono affrontare una pressione crescente in diverse aree del Mali.

Il sostegno russo consente alla giunta militare maliana di continuare a contare su un partner esterno per le proprie esigenze di sicurezza. Per Mosca, la presenza nel Sahel mantiene aperto un canale di cooperazione con un governo militare e offre una base per i rapporti con altri Paesi della regione, tra cui Burkina Faso e Togo.

Il nodo delle sanzioni

Il passaggio del Mikhail Britnev nella Manica, dopo la partenza da Baltijsk e sotto la scorta di una nave militare russa, riporta inoltre l’attenzione sull’applicazione delle sanzioni contro le imbarcazioni russe. Il cargo era stato inserito nella lista statunitense nel 2024, ma ha comunque raggiunto l’Africa occidentale e ha completato le operazioni di attracco a Lomé.

La rotta e l’interruzione del segnale di identificazione sono elementi ricostruiti attraverso il monitoraggio della navigazione. Il materiale non indica quali autorità abbiano autorizzato il passaggio né quali misure siano state adottate nei confronti della nave dopo il suo arrivo in Togo.

La spedizione si inserisce nella più ampia cooperazione militare tra la Russia e le autorità di Bamako. L’African Corps continua a operare in Mali mentre il governo affronta il conflitto con JNIM e i gruppi separatisti tuareg, e il trasferimento dei mezzi è ora al centro della ricostruzione sulla presenza russa nel Paese.

1 Comment

  1. La situazione è davvero allarmante, un cargo sanzionato che riesce a portare armi nel cuore dell’Africa! Si parla tanto di sanzioni, ma è evidente che ci sono falle nel sistema. Sarà che nessuno controlla sul serio? O siamo solo noi a non saperne abbastanza?

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