Madrid critica l’Italia: «Governo inadeguato nella gestione dei migranti»

03.08.2026 17:25
Madrid critica l'Italia: «Governo inadeguato nella gestione dei migranti»

Tensioni tra Italia e Spagna per la gestione della crisi migratoria a Lampedusa

Il ministro degli Esteri spagnolo, José Manuel Albares, ha accusato il governo italiano di non aver gestito adeguatamente la crisi migratoria che ha colpito Lampedusa, paragonando la situazione a quella affrontata dalla Spagna a Ceuta. Le sue dichiarazioni arrivano alla vigilia di una videoconferenza straordinaria dei ministri dell’Interno dell’Unione Europea, convocata per discutere la questione. «Spero che l’Italia possa risolvere la situazione di Lampedusa come ha fatto la Spagna a Ceuta», ha dichiarato Albares, sottolineando che il governo di Giorgia Meloni «non è stato all’altezza» dell’emergenza, riporta Attuale.

Secondo Albares, il governo italiano ha assunto una posizione «irresponsabile» e ha fallito nell’esprimere la necessaria solidarietà tra i partner europei. «Senza solidarietà non c’è Europa. Chi non la accetta lavora contro l’Europa», ha aggiunto il ministro spagnolo in un’intervista rilasciata alla televisione pubblica Tve.

Albares ha inoltre riferito che l’Italia in passato è stata «completamente inondata di immigrati irregolari» e ha continuato a fronteggiare «crisi ripetute» a Lampedusa. In contrapposizione, ha evidenziato come la Spagna abbia sempre dimostrato solidarietà, sia politicamente che attraverso azioni concrete, chiedendo lo stesso comportamento dai partner europei.

La situazione ha portato Ursula von der Leyen a intervenire, sollecitando una «risposta europea comune» per rafforzare le frontiere esterne dell’Unione. In una lettera al premier Pedro Sánchez, ha indicato che l’episodio mette in evidenza l’urgenza di migliorare la sicurezza ai confini e ha suggerito misure come una maggiore sorveglianza e, se necessario, l’uso di barriere fisiche.

La presidente della Commissione europea ha anche ricordato che la protezione delle frontiere esterne è una «responsabilità europea condivisa». La videoconferenza di domani dovrebbe analizzare le lezioni apprese dalla crisi di Ceuta, con l’obiettivo di sviluppare una strategia comune contro l’immigrazione irregolare. La disputa è emersa dopo che Italia e Danimarca hanno richiesto la sospensione della Spagna dallo spazio Schengen, una mossa giudicata politicamente esplosiva ma legalmente impossibile secondo le normative europee.

In risposta alle critiche, il Ministero dell’Interno italiano ha affermato che gli sbarchi irregolari nel paese sono diminuiti drasticamente, sottolineando che attualmente sono presenti solo 98 migranti a Lampedusa e che non c’è una situazione di emergenza. Inoltre, la questione della regolarizzazione di oltre mezzo milione di stranieri decisa dal governo spagnolo è stata sollevata come uno dei fattori di pressione migratoria, ma Madrid ha respinto tale accusa, chiarendo che tale provvedimento riguarda individui già presenti in Spagna prima del 31 dicembre 2025.

La crisi migratoria ha causato almeno 72 morti secondo il governo di Madrid, mentre le autorità di Ceuta hanno conteggiato 88 corpi. Il Marocco ha dichiarato di aver riconosciuto solo undici vittime, fermamente affermando di essere un partner «affidabile e responsabile». Nonostante ciò, il ruolo del Marocco si è rivelato delicato, rievocando ricordi di tensioni passate con la Spagna legate a questioni territoriali.

Le tensioni politiche in Spagna si intensificano, con la ministra della Difesa spagnola, Margarita Robles, che ha chiesto a Rabat di indagare sugli avvenimenti a Ceuta e ha accusato le «mafie» di essere potenziali responsabili della crisi migratoria. Nel contempo, l’atmosfera politica italiana si fa tesa, con la richiesta di un’informativa al governo sulle scelte adottate riguardo a Ceuta, evidenziando le divergenze di opinione tra i partiti.

Il dibattito attuale riflette le complessità e le sfide continue nella gestione delle migrazioni in Europa, evidenziando l’importanza della cooperazione tra stati membri per affrontare insieme le crisi.

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