Crisi migratoria a Ceuta: il premier spagnolo Pedro Sánchez risponde in Parlamento
Il premier spagnolo Pedro Sánchez ha affrontato il Congresso dei deputati per discutere della crisi migratoria a Ceuta, dove oltre 72.000 migranti irregolari marocchini sono entrati nell’exclave. Sotto pressione, ha denunciato le fake news diffuse sui social media e l’uso strumentale della situazione da parte dell’ultradestra. La Commissione Europea ha confermato la presenza di account legati a reti informative russe e filo-israeliane, supportati dall’estrema destra, che hanno cercato di alimentare paura e odio in risposta a questa emergenza, riporta Attuale.
Sánchez ha annunciato che il re Felipe visiterà Ceuta nelle prossime settimane e ha respinto le accuse di responsabilità delle autorità marocchine, andando contro un rapporto recente della Polizia Nazionale che suggerisce un coinvolgimento di agenti marocchini nell’ingresso dei migranti. Ha definito inaccettabili le dichiarazioni del ministro della Giustizia marocchino, Abdellatif Ouahbi, riguardo ai diritti storici del Marocco su Ceuta.
Il premier ha dichiarato di essere costretto a gestire la crisi con rigore e prudenza per evitare un conflitto con il Marocco. Ha negato di aver ricevuto avvertimenti straordinari prima dell’afflusso di migranti, pur ammettendo che c’era stato un significativo aumento degli arrivi che però non era senza precedenti.
La situazione è cambiata drasticamente il 30 luglio, quando i social media sono stati inondati di appelli a attraversare il confine, in parte sfruttando una sentenza della Corte Suprema spagnola. Il quotidiano spagnolo El Mundo ha riportato che i servizi di intelligence marocchini avevano avvertito di un possibile afflusso di migranti a Ceuta, sottolineando il fallimento del governo spagnolo nella sua risposta.
Sánchez ha negato che il governo abbia ignorato i segnali di allerta e ha lodato il coordinamento con le autorità marocchine, che ha permesso di rimpatriare in breve tempo oltre il 90% dei migranti. Ha anche sottolineato la necessità di un maggiore impegno dell’Europa e di una presenza continua di Frontex a Ceuta, dichiarando che una sicurezza assoluta è impossibile in un contesto di disuguaglianze e ricerca di opportunità.
Contestualmente, si sono svolte manifestazioni in tutta la Spagna per esprimere solidarietà a Ceuta e per criticare la gestione della crisi da parte del governo. Il leader dell’opposizione di centro-destra, Alberto Núñez Feijóo, ha accusato Sánchez di non affrontare la situazione e di mentire, chiedendo elezioni anticipate. Le critiche più aspre sono arrivate da Santiago Abascal, leader del partito di estrema destra Vox, che ha etichettato Sánchez come un traditore.