Cento migranti tentano di arrivare a Ceuta mentre il Marocco celebra la Festa del Trono
Il tentativo di oltre 50mila migranti di attraversare dal Marocco verso l’exclave spagnola di Ceuta è iniziato il 30 luglio, in concomitanza con la Festa del Trono, che quest’anno commemorava il 27esimo anniversario del regno di Mohammed VI. Sebbene il Marocco promuova la propria immagine come potenza emergente nel Mediterraneo, molti giovani marocchini continuano a cercare opportunità all’estero a causa della mancanza di posti di lavoro, servizi fondamentali e libertà democratiche, riporta Attuale.
La crisi a Ceuta si è risolta rapidamente, con la maggior parte dei migranti già rientrati in Marocco il giorno successivo. Questo evento sottolinea il divario perdurante tra le ambizioni economiche e politiche del Marocco, sostenute da partner internazionali come Stati Uniti e Israele, e la realtà quotidiana dei suoi cittadini.
Durante le proteste di settembre 2025, centinaia di persone furono arrestate. I manifestanti esprimevano il loro malcontento tramite slogan come «Meno stadi, più ospedali», criticando gli ingenti investimenti nelle infrastrutture per i Mondiali di calcio del 2030, a discapito dei servizi di sanità e istruzione. Il governo marocchino considera invece i Mondiali un’opportunità cruciale per accrescere la sua visibilità internazionale.
Incoraggiato dalle recenti celebrazioni, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ringraziato il re Mohammed VI tramite un post sui social, annunciando la costruzione dell’autostrada Donald Trump, un’opera da 1 miliardo di dollari che collegherà il nord e il sud del Marocco.
Il Sahara Occidentale rappresenta un attuale punto focale per la politica estera marocchina, territorio conteso e considerato dal Marocco come parte integrante del proprio territorio. Questo conflitto, esacerbato dal Fronte Polisario, continua a influenzare le relazioni tra il Marocco e l’Algeria, con tensioni crescenti negli scambi diplomatici.
Negli ultimi anni, il Marocco ha fatto leva su vari strumenti diplomatics per ottenere riconoscimento internazionale per la propria sovranità sul Sahara Occidentale. Gli Stati Uniti hanno ratificato questa posizione nel 2020, a seguito degli Accordi di Abramo. Grazie a questo, il Marocco ha intensificato le proprie relazioni con Stati Uniti e Israele, collaborando anche in ambito militare.
I recenti investimenti nel settore della difesa, ammontanti a quasi un miliardo di dollari, prevedono l’acquisto di armi di fabbricazione statunitense e l’ospitare esercitazioni militari nel Sahara Occidentale, rendendo il Marocco una delle principali potenze militari nel Nordafrica.
Nonostante i significativi investimenti internazionali (3,3 miliardi di dollari nel 2025), il paese affronta sfide strutturali, con l’11% di disoccupazione ufficiale, un tasso che triplica tra i giovani. Anche con una crescita economica recente, le disuguaglianze sociali persistono, e le misure per migliorare i servizi pubblici rimangono insufficienti.
In aggiunta, il Marocco deve combattere con periodi di siccità che influenzano gravemente l’agricoltura e la vita quotidiana, accrescendo la pressione sulle risorse idriche. La percezione di una democrazia incapace di apportare cambiamenti concreti ha alimentato un clima di sfiducia nella popolazione, che si traduce in tensioni sociali e in una fuga all’estero.
La repressione del dissenso, evidenziata dalle condanne di giornalisti come Omar Radi e Soulaimane Raissouni, dimostra l’approccio autoritario del regime marocchino. Nonostante un sistema elettorale che consente una certa alternanza politica, il potere di Mohammed VI rimane predominante, assicurandogli un controllo significativo sulla politica interna ed estera del paese.