Il presidente della Giunta Devis Dori ha deciso di non mettere ai voti l’accesso ai documenti riguardanti le chat tra Andrea Delmastro e Mauro Caroccia, evitando così una votazione che avrebbe potuto favorire la maggioranza. I nuovi approfondimenti richiesti dopo la lettera del procuratore Lo Voi sono stati bocciati. L’ultimo rifiuto potrebbe giungere già domani, riporta Attuale.
La scelta del presidente della Giunta
Dori ha spiegato che la sua decisione di non mettere ai voti l’accesso alle chat mira a evitare un pericoloso precedente, sottolineando l’importanza della Giunta come organo di garanzia. La proposta di riaprire l’istruttoria, avanzata dopo la lettera del procuratore capo Francesco Lo Voi al presidente della Camera Lorenzo Fontana, è stata respinta dalla maggioranza, rendendo impossibile l’accesso al contenuto del materiale inviato dalla Procura di Roma.
Ora la questione passa all’Assemblea di Montecitorio, che dovrà decidere sulla relazione già approvata dalla Giunta, firmata dal deputato di Forza Italia Pietro Pittalis, che propone di negare alla Procura l’autorizzazione all’utilizzo della corrispondenza dell’ex sottosegretario alla Giustizia di Fratelli d’Italia. La votazione, inizialmente fissata per giovedì, potrebbe essere anticipata a domani secondo fonti parlamentari.
Perché le chat non verranno lette
La situazione si sviluppa attorno alle conversazioni tra Delmastro e Caroccia, coinvolto in un’inchiesta sul ristorante Bisteccheria Italia, ritenuto un prestanome del clan Senese. La lettera di Lo Voi è stata inviata dopo che il legale di Caroccia ha presentato memorie relativamente agli scambi con Delmastro, sostenendo che tali conversazioni potrebbero ridimensionare le accuse. Senza l’approvazione della Camera, la Procura non è in grado di accedere al telefono e verificare la validità dei messaggi.
Dori aveva chiesto di visionare i documenti, scatenando proteste da parte della maggioranza. Tuttavia, il centrodestra ribadisce che la decisione non poteva essere assunta unilateralmente. La questione è quindi finita davanti alla Giunta per il Regolamento, che ha stabilito che l’accessibilità dei documenti compete alla Giunta per le autorizzazioni, dove il centrodestra detiene una chiara maggioranza.
L’ipotesi del voto in Aula già domani
Durante la pausa per le votazioni, è emerso il chiaro orientamento della maggioranza: nessuna riapertura del caso e i documenti inviati dalla Procura devono tornare al presidente della Camera. Il centrodestra mira a chiudere il dossier prima della pausa estiva, lasciando ai deputati la decisione di autorizzare la Procura all’utilizzo della corrispondenza, senza aver visionato il nuovo materiale.
La difesa di Forza Italia e i dubbi su Azione
Il centrodestra respinge le accuse di voler nascondere le conversazioni e sostiene che il materiale dalla Procura non alteri le valutazioni già effettuate. Il capogruppo di Forza Italia alla Camera Enrico Costa ha affermato che i documenti sono giunti a Montecitorio poco prima della votazione. Riportare l’istruttoria, secondo Costa, avrebbe potuto creare un precedente problematico, permettendo a chiunque coinvolto di presentare nuovi atti all’ultimo minuto.
Nel frattempo, il deputato Antonio D’Alessio ha suscitato polemiche per la sua assenza durante il voto di ieri. Ha giustificato la sua partenza con un imprevisto personale, chiarendo che il suo voto non avrebbe comunque cambiato l’esito. Azione ha confermato il proprio intento di votare a favore dell’autorizzazione all’utilizzo delle chat di Delmastro, come assicurato dal capogruppo Matteo Richetti.
Le opposizioni valutano il ricorso alla Consulta
I partiti di opposizione stanno considerando la possibilità di sollevare un conflitto di attribuzione davanti alla Corte costituzionale. L’intenzione è quella di sostenere che il loro diritto a conoscere i documenti sia stato violato, diritto che è fondamentale per un’efficace istruttoria. Questa iniziativa potrebbe anche essere oggetto di interesse da parte della Procura di Roma.