Conte e Schlein, incontro chiarificatore a Roma: tensioni sulle primarie e sull’Ucraina

05.08.2026 03:05
Conte e Schlein, incontro chiarificatore a Roma: tensioni sulle primarie e sull'Ucraina

Pranzo tra Conte e Schlein: le divergenze sulla politica estera restano

Roma, 5 agosto 2026 – “Era un incontro già programmato”, informa Giuseppe Conte, ribadendo che “le primarie si faranno” e che le divergenze in tema di politica estera non possono essere escluse. Questa l’opinione del leader 5 stelle riguardo al pranzo in un ristorante romano di Campo dei Fiori con la segretaria dem Elly Schlein. Un rendez-vous di tono disteso, a detta delle fonti del Nazareno, e all’insaputa degli altri leader del campo progressista, dato che stavolta la tavola era apparecchiata per due, riporta Attuale.

Nessun incontro riparatore dopo le esternazioni delle ultime ore in merito al riarmo europeo e all’Ucraina, dato che si è trattato di un appuntamento già “concordato la settimana scorsa”, precisa Conte. A ribadire che le vicende recenti non hanno nulla a che vedere col faccia a faccia. Anche se, insieme allo svolgimento delle primarie, è molto probabile che questi temi siano stati nel menu del pranzo romano.

“Sull’Ucraina in questi giorni ho detto e ripetuto le stesse cose che io e il M5s diciamo da 4 anni – insiste l’ex premier –. La nostra posizione è sempre la stessa. Ma rispetto le posizioni del Partito democratico”. Una dichiarazione che sembra complicare ulteriormente la dinamica interna, poiché Conte intende portare avanti due battaglie: quella del pacifismo contro ogni forma di riarmo e quella di candidarsi come premier del centorosinista, indicando anche la disponibilità a un eventuale ruolo come presidente della Repubblica. “Nessun problema personale – specifica quindi Conte –. La dialettica politica rimane, ma nel rispetto reciproco.”

Dal Nazareno si cerca di fare buon viso parlando di “clima disteso” e spiegando che i due leader “hanno fatto il punto sui prossimi passi”. Tuttavia, il clima resta teso in vista di una sfida diretta che il vertice dem – insieme ad alcune forze alleate – cerca di scongiurare, anche se esponenti di spicco come Dario Franceschini non vedono alternative. Secondo le dichiarazioni dem, Schlein avrebbe ribadito che la roadmap concordata non si risolve col voto delle primarie, per quanto alla fine sia lo strumento attraverso cui gli stessi elettori si sentiranno chiamati a dirimere una divergenza politica importante. “Prima il programma e poi le primarie”, ribadiscono dal Nazareno, affermando che chi vince rappresenterà una linea condivisa da tutti, e non quella del proprio partito. Di conseguenza, anche la politica sull’Ucraina dovrà essere definita prima dei gazebo, altrimenti rischia di trasformarsi in una bagarre.

La segretaria deve affrontare anche le crescenti tensioni all’interno del Partito Democratico, dove alcuni cominciano a sospettare che Conte stia alzando il tiro perché, in fondo, non desidererebbe le primarie o sarebbe pronto a far saltare il banco in caso di sconfitta, puntando a una campagna elettorale incentrata sul tema pacifista. Nel campo largo, gli alleati si osservano con cautela, segnalando preoccupazioni su una possibile coesione. Nel frattempo, si profila un importante test in Aula, con la risoluzione alle comunicazioni del ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, riguardo allo scostamento di bilancio. I capigruppo di Pd, M5s e Av hanno lavorato per presentare un documento unitario, mentre il nodo principale rimane il Safe, il prestito europeo per la difesa, primo pilastro del piano di riarmo Ue. Il M5s insieme ad Avs sono contrari, mentre nel Pd c’è una sostanziale apertura verso il Safe, nell’ottica della costruzione di una difesa comune europea. L’accordo è stato raggiunto, escludendo “che le risorse disponibili siano destinate a spesa militare”.

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