Roma, 4 agosto 2026 – La segretaria del Pd, Elly Schlein, ha risposto alle dichiarazioni del leader 5 stelle, Giuseppe Conte, riguardo il finanziamento militare all’Ucraina, ribadendo che “prima il programma condiviso e poi le primarie”. Conte aveva affermato che il tema sarebbe stato risolto attraverso il voto, ma questo ha portato a una crescente tensione all’interno del centrosinistra, rischiando di complicare ulteriormente il processo elettorale, riporta Attuale.
La parola di Conte
“Scioglieremo questo nodo con le primarie: lo faremo decidere agli italiani”, ha dichiarato Conte durante un’intervista. Ha aggiunto che, se dovesse vincere le primarie e tornare a Palazzo Chigi, si batterà in Europa per una soluzione negoziale che tuteli gli interessi di Kiev. Ha anche promesso di contattare sia Zelensky che Putin, sottolineando che per i 5 stelle esistono “alcuni punti non negoziabili”, tra cui il “sì alla difesa comune europea e no al riarmo dei singoli Stati”.
La strategia dei 5 stelle
Parole dure. Queste espressioni riflettono la strategia di Conte, sostenuta anche dal quotidiano di Marco Travaglio. Punta a rappresentare il popolo del centrosinistra pacifista, in opposizione al riarmo europeo e al finanziamento a Kiev, affermando che il conflitto sta colpendo i cittadini ucraini. Questa tattica, in vista delle primarie, mette in evidenza le divisioni anche all’interno del Pd e di Avs.
La risposta di Schlein
Dopo 24 ore di silenzio, in un dibattito a Reggio Emilia, Schlein ha ribadito a Conte: “Non funziona così. Prima il programma condiviso da tutta l’alleanza e poi le primarie, perché chi le vince deve guidare tutta la coalizione, non soltanto il proprio partito”.
Primarie e programma
Schlein insiste che è fondamentale stabilire un programma condiviso prima di andare al voto. Sebbene le primarie e il programma siano collegati, non possono essere semplicemente un casting. Nonostante gli sforzi di Schlein per unire la coalizione, le divisioni interne sembrano affiorare, mentre invita il partito a concentrarsi sui fallimenti del governo e sulle proposte concrete, come il congedo paritario.
La prova del Parlamento
Un prossimo test per le opposizioni sarà l’intervento del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti mercoledì in Parlamento, riguardo alla clausola nazionale di salvaguardia per investimenti in energia e difesa. Al Senato, l’approvazione della mozione di maggioranza impedirà le mozioni di opposizione. Alla Camera, è in corso una trattativa difficile per creare un documento unitario delle opposizioni.