La proposta di doppio turno per le elezioni rischia di intensificare il populismo in Italia

05.08.2026 08:45
La proposta di doppio turno per le elezioni rischia di intensificare il populismo in Italia

Proposta di doppio turno per le elezioni: rischio di inefficacia

Roma, 5 agosto 2026 – Al di là delle buone intenzioni dei firmatari, la proposta relativa a un eventuale doppio turno per l’elezione dei parlamentari sostenuta in questi giorni rischia di essere una toppa peggiore del buco. Essa evoca espressamente il modello del governo locale e riesuma una vecchia idea: quella del Sindaco d’Italia, riporta Attuale.

Non si può negare che all’inizio di questo secolo ci fossero valide ragioni per sostenere un sistema che, attraverso la designazione diretta o indiretta del vertice di governo, potesse garantire stabilità e, al contempo, assicurare protagonismo agli elettori. Tuttavia, ogni idea è figlia del suo tempo: oggi il populismo dilagante cambia le carte in tavola. Le riforme devono confrontarsi con questa realtà, al di là delle buone intenzioni iniziali.

Ci si deve interrogare, pertanto, a cosa servono le leggi elettorali? Esse non devono solo garantire la governabilità, ma anche un’altra funzione essenziale: l’esercizio dei diritti politici dei cittadini. La partecipazione e l’integrazione in un sistema di governo sono tutelate dalla nostra Costituzione e non possono soccombere di fronte alla governabilità forzata.

Se così non fosse, se ricorressimo a procedure per semplificare la complessità e per aggirare il conflitto pur di garantire speditezza al governo, le elezioni finirebbero per non rappresentare più gli elettori, ma solo per decretare un vincitore forte di un risultato che gli conferisce una legittimazione apparentemente sovrana. Un ipotetico ballottaggio, quindi, non darebbe slancio a un elettorato stanco, ma conferirebbe potere al “capo di turno”: un modo per riabilitare l’idea del premierato, non attraverso una riforma costituzionale, ma tramite procedure di voto che costringono a semplificare la realtà. È fondamentale accogliere i correttivi che bilanciano la frammentazione che rende impossibile il governo, purché tali correttivi non mascherino i fini o ne alterino la natura.

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