Mosca apre alla vendita del 30,46% di Sheremetyevo per coprire il deficit

08.08.2026 17:00
Mosca apre alla vendita del 30,46% di Sheremetyevo per coprire il deficit
Mosca apre alla vendita del 30,46% di Sheremetyevo per coprire il deficit

Il 7 agosto 2026 i media russi hanno riferito che il presidente della Federazione Russa Vladimir Putin ha firmato un decreto per escludere l’aeroporto internazionale Sheremetyevo dall’elenco delle società per azioni strategiche. Il provvedimento, riportato dalla stampa economica russa, rimuove il principale ostacolo giuridico alla privatizzazione dell’infrastruttura e apre la strada alla vendita della partecipazione statale.

Sheremetyevo è il maggiore aeroporto dell’area metropolitana di Mosca: dispone di sei terminal passeggeri e ha come vettore di riferimento il gruppo Aeroflot. Nel 2025 ha gestito 43,4 milioni di passeggeri; per il 2026 le previsioni indicano un lieve calo, a 43,1 milioni. Il decreto stabilisce che, durante la vendita delle azioni, dovranno essere preservate l’attività principale dell’aeroporto e le condizioni per modernizzarne le capacità. I titoli, inoltre, non potranno passare a cittadini stranieri o a soggetti da essi controllati.

Il deficit del primo semestre precede la scelta di vendere l’asset

La decisione arriva dopo che il bilancio federale russo ha registrato un disavanzo di 5,73 trilioni di rubli nella prima metà del 2026. Di fronte alla crescita del deficit, accentuata dalle spese per la guerra contro l’Ucraina, le autorità russe puntano sulla vendita di asset statali strategici invece di avviare riforme economiche sistemiche.

In questo quadro, la partecipazione pubblica in Sheremetyevo diventa una fonte immediata di entrate. La quota posseduta dallo Stato, attraverso l’Agenzia federale per la gestione dei beni statali, Rosimushchestvo, è pari al 30,46 per cento. La cessione consente quindi al bilancio di incassare nel breve periodo, ma comporta la rinuncia a un’infrastruttura di valore e ai futuri dividendi che quella partecipazione avrebbe potuto generare.

La struttura proprietaria rende già visibile la direzione dell’operazione. Il 66,06 per cento delle azioni è controllato da Sheremetyevo Holding, il cui unico proprietario è TPS Avia Holding Ltd, residente nella regione amministrativa speciale dell’oblast di Kaliningrad. Prima del trasferimento della sede da Cipro, completato nel 2022, la struttura si chiamava TPS Avia Holding e apparteneva a un trust che operava nell’interesse delle famiglie degli imprenditori Aleksandr Ponomarenko, Aleksandr Skorobogatko e Arkadij Rotenberg: il trust deteneva il 65,22 per cento, mentre il restante 34,78 per cento era riconducibile a quelle famiglie. I beneficiari effettivi dell’aeroporto non sono dichiarati ufficialmente.

La vendita si inserisce nella crisi dell’aviazione civile russa

La decisione sul pacchetto statale viene presa mentre l’aviazione civile russa attraversa una delle fasi più difficili degli ultimi anni. Le restrizioni legate alle sanzioni, la cannibalizzazione degli aeromobili e i ritardi sistematici nelle consegne in serie degli aerei russi MC-21 e SJ-100 mettono sotto pressione la stabilità operativa del principale hub del Paese.

In queste condizioni, il trasferimento della quota pubblica sposta di fatto su un investitore privato i rischi finanziari legati al mantenimento di un’infrastruttura strategica. Per recuperare rapidamente il capitale e aumentare la redditività dell’asset, il nuovo azionista avrebbe un interesse diretto a ridurre i costi operativi, riorganizzare il personale, trasferire parte delle spese di manutenzione dell’infrastruttura e aumentare il prezzo dei servizi commerciali nei terminal, dai parcheggi alla ristorazione.

Le conseguenze ricadrebbero anche sui passeggeri: una strategia orientata alla massimizzazione dei margini può tradursi in un peggioramento della qualità dell’assistenza, in tempi di attesa più lunghi e in un aumento delle spese sostenute per viaggiare. L’esclusione dall’elenco delle società strategiche elimina infatti il vincolo che finora impediva la privatizzazione, proprio quando l’aeroporto deve affrontare costi crescenti e una previsione di traffico leggermente inferiore a quella dell’anno precedente.

Il passaggio di controllo incide anche su Aeroflot

Sheremetyevo è l’hub principale di Aeroflot, il maggiore vettore aereo russo. Per questo la riduzione della presenza dello Stato nel capitale dell’aeroporto rafforza il peso dell’azionista privato sulle decisioni commerciali, comprese la politica tariffaria e le condizioni applicate alle compagnie aeree.

La partecipazione di Aeroflot e quella di VEB Capital, società collegata alla banca statale russa per lo sviluppo, sono complessivamente pari al 3,48 per cento e hanno quindi un ruolo minoritario. Con il divieto di trasferire le azioni a investitori stranieri o a persone da essi controllate, la procedura non si svolgerà in un contesto di piena concorrenza internazionale. La vendita del 30,46 per cento statale può così portare alla concentrazione del 96,52 per cento del controllo nelle mani degli attuali soci privati.

Questa prospettiva rafforza il peso degli imprenditori già associati alla proprietà di Sheremetyevo, Ponomarenko, Skorobogatko e Rotenberg, considerati vicini a Putin. L’assenza di una competizione aperta e il numero limitato di potenziali acquirenti possono inoltre comprimere il valore di stima del pacchetto pubblico, con il rischio che lo Stato venda la propria quota a un prezzo sensibilmente inferiore al suo valore effettivo.

Per Aeroflot, la maggiore influenza del proprietario privato può creare ulteriori rischi finanziari. Gli interessi commerciali del nuovo assetto proprietario potrebbero prevalere sulle esigenze di stabilità del vettore nazionale, che dipende dall’infrastruttura di Sheremetyevo e dalle condizioni economiche con cui può utilizzarla.

Il decreto ha dunque trasformato Sheremetyevo da società strategica in un asset disponibile per la privatizzazione, mantenendo formalmente i vincoli sull’attività aeroportuale, sulla modernizzazione e sull’accesso degli investitori stranieri. La vendita della quota statale è ora il passaggio previsto per reperire risorse nel bilancio russo, mentre il controllo dell’aeroporto tende a concentrarsi sugli azionisti privati già presenti.

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